Monthly Archives: novembre 2011

Cresciole di polenta salate :)

Domenica. Avevo un pranzo tra amici e il mio “coinquilino” progettava un pranzo solitario degno di un re. Mi aveva accennato ad una polenta ma non ho indagato oltre. Sapevo che qualcosa bolliva in pentola. E infatti alle 13 mi arriva un mms sul cellulare con la foto di un piatto abnorme di polenta con salsiccia! Voleva farmi languire un po nonostante la polenta non sia il mio piatto preferito. Ed effettivamente, almeno nella foto, quel piatto era davvero invitante :))!
Tornata a casa trovo un piatto di polenta avanzata ma non condita. E da li sono partiti i ragionamenti su come riciclarla. La polenta è uno dei piatti più versatili che io conosca, si presta a mille rivisitazioni, manipolazioni e ricicli senza che il gusto ci rimetta.
A casa mia la ricetta del riciclo per eccellenza della polenta è da sempre le cresciole di polenta, che si ottengono aggiungendo farina bianca alla polenta avanzata, lavorando l’impasto fino a che non prende forma, dividendo l’impasto in palline da stendere come fossero piadine spesse e friggere in olio ben caldo. Da gustare con abbondante zucchero semolato.
Ma non mi andava! Non vado matta per le cose troppo grasse, soprattutto i fritti (non li disdegno è ma preferisco rilegarli al carnevale)..cosi penso ad altro.Volevo qualcosa di salato e mi si accende la lampadina. E se invece di friggere le cresciole le facessi alla piastra come fosse una piadina? Cerco su internet per vedere se qualcuno aveva già fatto l’esperimento e mi imbatto in questo bellissimo post che mi conferma che la mia non era poi un’idea cosi malsana. Cosi procedo….

Ingredienti:
polenta avanzata ma non condita;
farina 00 (q.b.)

Procedimento:
Aggiungere gradualmente farina alla polenta e lavorare su una spianatoia fino a che non si ottiene un composto liscio ed elastico. Tagliare l’impasto in panetti, spolverarli di farina e stenderne uno alla volta come fossero piadine.
Cuocere su griglia o piastra (io piastra).

Condire a piacere. Io ho optato per prosciutto e per verdure cotte e stracchino :)))!!

Che ve ne pare? è una bella idea per non sprecare la polenta avanzata??Io che le ho mangiate vi dico che sono SQUISITE…buone veramente!!!

E con questa bella idea, partecipo al contest Una polvere d’oro che diventa polenta


Pizza in teglia a lunga maturazione del Maestro

No, non è una semplice pizza! Questa è La Pizza! Certo, ce ne sono mille versioni, ma questa a mio avviso è la migliore tra quelle home made in teglia. A vederla cosi spessa, sembra un mattone, specie per chi come me ha seri problemi di digestione in fatto di lievitati. Ma mai come in questo caso l’apparenza inganna. E’ infatti digeribilissima (salvo mangiarne quantità industriali e star male per indigestione -.-!!!). E’ un burro, si scioglie letteralmente in bocca. E poi ha un marchio di qualità, quello del maestro, che è l’autore di questa fantastica ricetta :-)!
Penso che tutti voi conoscete il maestro Adriano, il re in fatto di panificazione (e non solo)!
Ho avuto il piacere di conoscere lui e Paoletta ad un loro corso qui nelle marche ed è stato davvero bello. Oltre ad aver appreso tante tecniche nuove ho avuto modo di conoscere belle persone, in primis loro due che sono umilissimi, disponibili e veramente preparati!
Inutile quindi dire che non mi azzarderei neanche lontanamente a modificare la sua ricetta.

Ingredienti:
800gr farina w 300 (in alternativa Manitoba del supermercato, senza tagli)
640 – 700gr acqua fresca di rubinetto (a seconda dell’assorbimento della farina) * a causa credo dell’assorbibilità della farina che ho usato – farina manitoba Spadoni – ho dovuto aumentare la dose della farina quindi suggerisco di non andare oltre i 600 gr di acqua se non usate farina professionale)
4gr lievito fresco
18gr sale
3 cucchiai olio evo (o 20gr strutto)
Ore 19:
Sciogliamo il lievito nell’acqua, uniamo ¾ della farina ed avviamo la macchina, con la foglia, a vel. 1. Quando l’impasto avrà l’aspetto di una crema, inseriamo il sale e poco dopo la restante farina, lasciamo andare per 4’.
Aumentiamo la velocità a 1,5 ed impastiamo fino ad ottenere l’incordatura, dopodichè aggiungiamo l’olio a filo.
Quando il tutto sarà amalgamato e ben legato, montiamo il gancio e riavviamo a vel. 1, 5, impastando fino a che non reincorda. Ribaltiamo l’impasto e lasciamo girare per 2 – 3’ o finchè non apparirà ben legato, liscio ed elastico.
Trasferiamo in un contenitore da frigo con coperchio e lasciamo a temp. ambiente per 30’, poi mettiamo in frigo, in una zona a 5 – 6°.
Verso le 16 ( di due gg. dopo) spostiamo il contenitore nello scomparto della frutta.
Alle 18 mettiamo a temp. ambiente, e dopo ca. 90’ spezziamo in due pezzi. Con il taglio in alto diamo una sola piegatura a tre, mettiamo la chiusura sotto e copriamo a campana.
Dopo 20’ stendiamo aiutandoci con farina di semola, facendo attenzione a non schiacciare la pasta e a distribuire i gas con la punta delle dita.
Trasferiamo in due teglie grandicelle unte e lasciamo lievitare a 26’ per 30’.
Condiamo con il pomodoro ed il sale ed inforniamo a 250° alla prima tacca in basso.(*io ne ho fatta una teglia rossa e una bianca)
Dopo 10’ distribuiamo la mozzarella ed un filo d’olio evo e rimettiamo nel forno, posizionando alla seconda tacca in alto, per altri 3’.
Guardate che alveolatura e poi ditemi se non vi vien e voglia di dare un morso al monitor :-)!!

Cheesecake alle castagne anarchico!

Si lo so, non è la prima volta che uso il termine “anarchico”..Ma indubbiamente per connotare significati ben diversi. Se infatti qui era utilizzato per descrivere un pane che non segue i disciplinari rigorosi della panificazione, qui invece vuole descrivere un cheesecake che è nato in piena anarchia, sbirciando sul web,e adattando le varie ricette agli ingredienti posseduti.
Nasce in un venerdì sera alternativo, dall’unione di due squinternate (io e la mia Fotografa ufficiale Claudya – per chi volesse sbirciare le sue opere d’arte date un’occhiata qui). E visto che già lei ha riassunto quella serata, vi copio qualche passaggio di un racconto perfetto cosi com’è:

“Passare un’ora al supermercato per ricordare cosa comprare (fare la
lista della spesa è cosa troppo banale).
Andare a casa di Sara e, dopo cena, accorgersi di:
-aver comprato gli ingredienti per la pasta frolla di una ricetta e per
la crema di un’altra delle ricette che avevamo visto: un bordello, in pratica;
-aver comprato il lievito per dolci che non serve a nulla in questo
caso;
-non aver comprato il latte che ahimè “quanto basta” forse serviva;
-aver lasciato ingredienti essenziali a casa mia.
Caxxo! E adesso!
“Eh, adesso andiamo a farlo a casa mia!”
Mollare a casa Enrico, che ancora doveva tornare da lavoro alle 22 per
precipitarsi da me [….] Iniziare a preparare il dolce in questione.
Sporcare quindi:
-fornelli;
-tutte le scodelle presenti in casa;
-numerosi piatti, posate etc;
-tavolo;
-lavandino;
-ogni mobile presente in cucina;
-ridurre il pavimento ad un campo di battaglia.
Il tutto per preparare un dolce decisamente anarchico, seguendo 3
ricette diverse a seconda di quale ci faceva più comodo per ingredienti
posseduti e voglia di fare[…].
Mettere in forno la torta. Finalmente. 
E’ una torta ribelle, fatta in piena libertà tra risate e pasticci. Di quelle
che non sai mai in anticipo cosa ne verrà fuori. Ma con i giusti ingredienti
non può che essere all’altezza di ogni aspettativa […]”.

Ingredienti per una tortiera da 18 cm
Per la pasta frolla:
150 gr di farina 00
50 gr di farina di castagne;
50 gr di zucchero;
60 gr di burro;
1 uovo.

Per la crema:
100 gr di yogurt greco;
250 gr di ricotta;
2-3 cucchiai di marmellata di marroni;
1 uovo
50 gr di zucchero (consiglio di ometterlo perchè davvero dolce nel complesso ma dipende dai vs. gusti)

Procedimento:
Mescolare insieme tutti gli ingredienti della frolla fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo. Coprire da pellicola trasparente e lasciar riposare in frigo per 30 minuti almeno.
Preparare nel mentre la crema montando l’uovo con lo zucchero e aggiungere lo yogurt, la ricotta e la marmellata di marroni.
Riprendere la pasta frolla, inserirla nel fondo dello stampo a cerniera cercando di creare anche i bordi. Fare dei fori con i rebbi di una forchetta.
Inserire la crema nella tortiera e livellare. Coprire con carta alluminio e cuocere in forno già caldo a 160 gradi per 90 minuti.

Con questo post partecipo al contest “dentro il riccio” per la sessione “dessert”

E con questa ricetta chiudo la settimana interamente dedicata a ricette a base di castagne. Mi è piaciuta un sacco ed è stata divertente. Spero sia stata piacevole anche per voi. Buon fine settimana a tutti :))!

Gnocchi di castagne al pesto!

      

E’ stata dura ma ce l’ho fatta! Dopo settimane di preparazione psicologica, di continui dinieghi e rimandi vari, il mio “coinquilino” ha dovuto soccombere di fronte alla mia smania di sperimentare ricette nuove. Non è colpa sua, è questione di carattere! Ci sono persone che sono ben disposte alle novità, e chi invece proprio non le tollera. Lui appartiene indubbiamente alla seconda categoria e io, neanche a dirlo, alla prima!!
E’ successo anche con la pizza! Come dicevo qui, andavo cosi fiera della ricetta della mia prima pizza, che la propinavo ad ogni invitato, come fosse la scoperta dell’anno. E dopo i lunghi dialoghi con Tery, tornavo a casa sempre più motivata a sperimentare nuove ricette, e lui sempre più disperato “ma come? abbiamo una ricetta cosi buona? perchè vuoi cambiarla?? il rischio è che invece di migliorare, peggioriamo”.
E’ stata una lotta vera e propria…ma ora che abbiamo trovato la Ricetta, quella con la R maiuscola, cosi perfetta che davvero non cambierei più, va fiero della scoperta. E’ cosi fiero che quando riceve un complimento da qualche ospite a cena, gli si legge in faccia ciò che pensa: “iu ficus”!:DD!!

Come avrete capito, anche questi gnocchi rappresentano la mia vittoria contro il mio adorato conservatore :))! E devo dire che sono fiera di aver portato avanti la battaglia perchè il risultato è più che soddisfacente. Temevo onestamente che la presenza di castagne nell’impasto, si sentisse troppo e invece il loro sapore si sposa perfettamente con la maggiorana ed il basilico, in una combinazione di gusti perfetti per il palato. E la conferma me l’ha data proprio lui, quando dopo aver messo in bocca 2-3 forchettate di gnocchi, trascorso il solito minutino di silenzio gli chiedo con un’ansia bestiale “come sono??” …mi fa “buoni, davvero buoni”.E se sono piaciuti a lui, piaceranno pure a voi sicuramente :D!!

L’idea di questa ricetta m’è venuta sfogliando la rivista “Sale & Pepe” di ottobre, ma l’ho modificata secondo i miei gusti e le mie capacità.

Ingredienti per gli gnocchi (per 2 persone).
350 gr di patate rosse (le migliori per gli gnocchi);
50 gr di farina di castagne;
farina 00 q.b. (onestamente non l’ho pesata, sono andata ad occhio. grosso modo saranno stati 150 gr, in ogni caso molto dipende dal tipo di patate che usate. Quando l’impasto risulterà sufficientemente omogeneo ed elastico, fermatevi pure con l’aggiunta di farina).

Ingredienti per il condimento:
1 mazzetto di maggiorana fresca;
1 mazzetto di basilico fresco;
2 cucchiai di parmigiano (ne ho messi 4)
2 cucchiai di pecorino (omesso perchò ho dimenticato di acquistarlo)
2 cucchiai di pinoli (sostituiti da mandorle per lo stesso motivo di cui sopra)
olio extravergine di oliva
sale q.b.

Procedimento:
Lavate le erbe aromatiche, sfogliatele e asciugatele. Tostate i pinoli in una padella antiaderente (io le mandorle) tritateli nel mixer con la maggiorana e metà basilico, unite i formaggi, un pizzico di sale e qualche cucchiaio d’olio.

Lessare le patate ancora con la buccia in acqua salata. Una volta cotte, sbucciatele e schiacciatele con una forchetta o con uno schiacciapatate. Aggiungete la farina di castagne, e almeno 70 gr di farina 00 e iniziate ad impastare. Continuate ad aggiungere farina e a lavorare finché non otterrete un impasto liscio, omogeneo ed elastico.

Dividere l’impasto a fette che lavorerete per farle diventare dei cordoncini da tagliare a tocchetti. Spolverate di farina gli gnocchi ottenuti e proseguite con il restante impasto.

Lessate gli gnocchi in acqua salata. Lasciate cuocere per qualche minuto da quando verranno a galla (2 min bastano). Scolateli e conditeli con il pesto leggermente diluito con l’acqua di cottura e guardinte con il basilico rimasto e servite.

Con questa ricetta partecipo al contest dentro il riccio alla sessione “gnocchi di farina di castagne 2.0”

E con piacere che oggi festeggio il mio primo mese di blog, con 1300 visite all’attivo…grazie a tutti coloro che mi seguono o che vengono a dare qualche sbirciatina ogni tanto :-))!!

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bocconcini di castagne con lievito naturale!

Buongiorno e buon inizio settimana a tutti :))!
Inizio questa settimana con i migliori auspici di studio, sport (riprendo la piscina dopo un fermo forzato di 7 mesi) e cucina!Infatti questa settimana sarà interamente dedicata a ricette di castagne per la mia gioia e spero anche per la vostra :D! Adoro le castagne in tutte le salse, sprigiona un sapore che mi evoca il calore di un camino acceso,il colore caldo del marrone, di un viale alberato tinto di giallo e rosso…insomma tutto quello che contribuisce a rendere il senso dell’autunno :-)!!

L’idea di questi bocconcini  mi frullava già da un po, precisamente da quando ho realizzato gli gnocchi alle castagne di cui parlerò in questa fantastica settimana dedicata a sole ricette a base di castagne.
Inizialmente pensavo più ad un pane rustico, adatto per dei crostini salati,poi ho visto questi e ho pensato di fare dei panini, versione mignon, alle castagne. Panini versatili, adatti per dei buffet. E proprio per renderli perfetti sia in versione dolce che salata, ho omesso il sale che era in ricetta.
Il risultato sono questi paninetti, soffici e veramente mignon tanto da ispirarmi il nome “bocconcini”

Ingredienti: per circa 30 mini-panini da 25 gr ciascuno:
166 gr di pasta madre rinfrescata di recente al massimo il giorno prima;
222 gr di farina 00;
111 gr di farina di castagne;
113 gr di latte;
100 gr di acqua;
1/2 cucchiaino di malto;
10 gr di olio di semi.

Ore 21-22.Sciogliere la pasta madre nell’acqua, sciogliere il malto nel latte e aggiungerlo alla pasta madre. Avviare l’impastatrice a velocità bassa, e aggiungere gradatamente le due farine. Quando il composto risulta incordato (prova del velo) aggiungere a filo l’olio di semi. Far reincordare il tutto e porre in una ciotola coperata da pellicola o contenitore a chiusura ermetica, a lievitare per una notte.

La mattina successiva l’impasto sarà triplicato.

 dare un giro di pieghe del tipo 1 e chiudere a campana per 20 min.
Accendere il forno. Dividere l’impasto l’impasto in panini da 25 gr circa ciascuno, e chiudere a palla stretto.

Lasciar lievitare fino a raddoppio. Spennellare con 20 gr di albumi e 20 gr di latte emulsionati insieme ed infornare in forno già caldo a 190 gr per 15-20 min circa (regolarsi con il proprio forno però).

Questi sono i panini in versione salata

E questa la dolce, con un filo di nutella (ma potete farcirla anche con marmellata).

E con questo post, partecipo al contest dentro il riccio per la sessione Antipasti e Finger food!


Accordiamoci!

Sono novella di questo mondo dei foodblogger, ma già da quando lo osservavo silenziosamente, mi aveva colpito tantissimo la solidarietà che lo contraddistingue, che lo fa sembrare una grande famiglia.
Sicuramente, come in tutte le famiglie che si rispettino, ci sono screzi e “panni sporchi da lavare” ma ciò non toglie che sempre di famiglia si tratti.
Questo aspetto lo si nota soprattutto nelle occasioni in cui qualcosa di brutto si abbatte su un componente di questa grande famiglia, come è accaduto con l’alluvione di Genova delle settimane scorse.
Il primo segnale di solidarietà si è avuto con il post di Patrizia che promuoveva l’iniziativa a sostegno dei bambini ospiti della casa-famiglia di Rocchetta Vara, devastata dall’alluvione, di cui avevo già parlato qui e vi invito ad iscrivervi al gruppo di fb ” un filo per i bambini di Rocchetta Vara” e interessarvi all’iniziativa perchè davvero meritevole d’attenzione.
Il secondo segnale è arrivato subito dopo, con un gruppo chiuso nato su Facebook , dal nome “Officina di Cucina“, in cui le foodblogger si stanno organizzando per aiutare Chiara di Tocco & Tacchi a ricostruire il suo sogno, un delizioso ristorantino aperto da appena 3 mesi insieme alla sua socia Claudia, andato distrutto a causa dell’alluvione.
E per me è davvero spettacolare vedere come tante “formichine” riescano ad essere cosi unite con un’unico scopo. Questo è il lato bello di questo mondo, e sono fiera di farne parte.

Se anche voi siete food blogger vi invito ad iscrivervi al gruppo di facebook. Se volete dare un sostegno economico a questo progetto di ricostruzione potete effettuare un bonifico, anche minimo, a questo conto corrente bancario:

IBAN: IT86T0617501410000001648580
Intestato a: OFFICINA DI CUCINA S.N.C. FONDI ALLUVIONE 2011 NEGOZIO
Auguro a Chiara e Claudia che il ristorante torni ad essere l’Officina di cucina che hanno creato con tanta passione e luogo in cui questa grande famiglia potrà riunirsi per festeggiare l’avvenuta ricostruzione.
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Filetto di persico light!

Mammamia comme sto! Ho beccato uno di quei raffreddori micidiali, di quelli che non ti fanno dormire la notte! E sistematicamente ieri sera mi è salita la febbre. Niente di che è, però quella sufficiente per metterti fuori gioco.
Serviva quindi un piatto leggero, delicato, sano ma gustoso! E ho pensato a questo semplicissimo filetto di persico. Cotto nel modo più semplice possibile ma dal sapore ottimo! Un burro in bocca! Provare per credere!

Ingredienti per 2 persone:
500 gr di filetto persico;
una manciata di pomodori pachino;
sedano,
carota,
cipolla,
olio e sale q.b.

Procedimento:
Lavare il filetto in acqua corrente ed asciugare con carta assorbente. In una padella antiaderente porre un filo d’olio e il filetto asciugato, salare da ambo i lati ed accendere a fuoco bassissimo.
In un’altra padellina, porre i pomodori tagliati a metà ed abbondante sedano carota e cipolla tritati finemente (io ho usato 1/2 scatola di soffritto già pronto della coop). Salare ed aggiungere un filo d’olio. Coprire e cuocere finchè i pomodori non si saranno ammorbiditi e un po cotti (10 minuti circa).
Trasferire il tutto sopra al filetto persico, coprire e cuocere per circa 15-20 min a fuoco lento. Spegnere quando il sughetto si è un po ritirato e i pomodori risultano ben cotti.

E visto che questa ricetta è economica (5,60 € il filetto, più al max altri 2 euro tra olio, sale, sedano, carota e cipolla), sana, naturale e sfiziosa partecipo al contest 
  


Faraona al forno!

Amo la cucina, è il mio regno, il mio habitat naturale. Cucinare è il mio antistress preferito. Ma non tutti i giorni, non in quelli lavorativi! La mattina sto sopra i libri per finire gli ultimi esami dell’università, il pomeriggio lavoro in ufficio. Non vi dico con che faccia, spesso arrivo alle 19. Ma mangiare sa’ da mangiare, anche in quei giorni. Questo piatto, semplice semplice, è un ottimo compromesso tra la necessità di mangiare e l’assenza assoluta di voglia di cucinare.
Poche mosse e si ottiene un piatto saporito, completo e pure sano, visto che non si aggiungono grassi oltre a quello della carne.

Ingredienti (x 2 persone):
1/2 faraona tagliata in parti;
4-5 spicchi d’aglio in camicia (con la buccia)
3-4 patate di medie dimensioni;
salvia,
rosmarino,
sale e pepe q.b.

Mettere un foglio di carta forno in una teglia. Salare (e pepate se si gradisce) la carne massaggiandola leggermente per distribuirlo in modo piuttosto uniforme. Fare la stessa cosa con le patate (alle quali si può aggiungere un filo d’olio).
Insaporire con aglio intero in camicia, salvia e rosmarino.

(nella foto mancano le patate perché le ho aggiunte successivamente, su esplicita richiesta del mio “coinquilino”) :))!!
Aggiungere del vino bianco e mettere in forno a 230 gradi per i primi 10 min (il tempo che la carne si rosolisca un po esternamente), abbassare poi a 200 gradi fino a fine cottura.
Se durante la cottura la carne si secca eccessivamente, aggiungete ancora vino bianco (anche se non  ci dovrebbe essere bisogno considerando che la carne rilascerà il suo grasso in cottura).

Buon appetito!!!


Torta di Super Mario che si credeva Luigi

Compleanno di Giovanni, il figlio della mia carissima amica. Non potevo non provare a preparargli una torta. Cosi, ignara di quello a cui andavo incontro chiamo la mamma per chiedergli le preferenze del festeggiato in termini di gusti, colori e personaggi. Risposta: torta alla frutta di Super Mario!Non è andata male, penso! Poteva andarmi peggio!!  Mai però avrei immaginato cosa mi sarebbe aspettato poi!
Vado al super e compro tutto l’occorrente: uova, zucchero, latte, fragole, panna, coloranti alimentari! Già i coloranti…si vede che non amo usarli e non ho esperienza in materia! Compro dei gel colorati di rosso, blu e giallo! Semplicemente coloranti in gel! Mai errore fu più grave!! Mai e dico mai sottovalutare l’acquisto dei coloranti! Sapete perchè?? Perchè non tutti i coloranti COLORANO!
Sono andata a casa a preparare la pasta di zucchero! prendo il colorante blu per fare la tuta! Mi esce celestina chiara! Aggiungo ancora colorante..niente..l’azzurro si fa più intenso ma non diventerà mai blu! Rifletto tra me e me e penso che nel complesso non è proprio cosi orribile una tuta celestina un po sbiadita :)!
Passo alla maglia..andrebbe fatta di colore rosso! Aggiungo quindi il colorante rosso alla pasta di zucchero e mi viene rosa! Ok poco male, lo uso per il viso! Ma la maglia come farò a farla diventare rossa?? Provo con tutti i rimedi possibili trovati su internet (compreso l’uso di alcool) ma niente! Vado a letto, sperando che la notte porti consiglio. Ma l’indomani la situazione non cambia. Conclusione, ho usato i pennarelli sia per fare occhi, bocca e baffi che per delineare le dita delle mani e fare quel verdino pallido alla maglia. Come potete notare il risultato finale è un Mario diventato Luigi :DD!!
E se alla festa qualcuno obietta che il personaggio al centro della torta non è Mario dico che di questi tempi possono capitare scambi di personalità…o più semplicemente dico che Mario era idraulico, mica lavandaio :DDD!!!!

Ingredienti (torta per 10-12 persone fatta in una tortiera apribile diam. 26):
per la pasta di zucchero:
La ricetta l’ho presa sul web precisamente qui ma ho dimezzato le dosi visto che dovevo solo farci la cialda:
225 gr  di zucchero a velo;
 25 gr di miele;
2,5 gr di colla di pesce (un foglio e 1/4 di colla);
15 ml di acqua

Procedimento:
Mettere la colla di pesce ad ammorbidire per circa 5 min in un bicchiere di acqua fredda. Nel mentre mettere il miele in un pentolino, insieme all’acqua e quando la colla si sarà ammorbidita, strizzarla ed aggiungerla al pentolino con acqua e miele. Accendere il fuoco a fiamma bassa e amalgamare il tutto con una forchetta. Ci vorrà pochissimo affinchè il composto di sciolga. Appena sarà uniforme spegnere il fuoco.
Aggiungere il tutto nel robot da cucina con lo zucchero a velo, e avviare la centrifuga finchè il composto non si amalgama. Se risulta troppo molle, aggiungere altro zucchero a velo. Nel mio caso ho lasciato il composto molle per poter aggiungere i diversi coloranti in gel (la consistenza è quella del dentifricio).
Per fare la cialda ho stampato l’immagine che volevo dal pc, l’ho fissata al tavolo di lavoro e ho messo sopra un foglio di carta forno (fissata anche quella con scotch (nastro adesivo). Ho poi messo la pasta di zucchero colorata, in un cono di carta forno (per realizzarlo seguite questo blog che spiega benissimo il procedimento) e ho riempito il disegno. Come ho spiegato prima ho avuto svariati problemini con i coloranti. Ma io sono un caso a parte.
Fate attenzione che la pdz rimanga abbastanza cremosa da poter uscire dalla sac a poche. Se si rapprende troppo scaldatela ed aggiungete qualche cucchiaio d’acqua. (io alla fine ho realizzato i pezzi del pupetto a parte e li ho attaccati insieme con dell’acqua ma non è il massimo della precisione).
Per fare occhi, baffi e bocca, data la mia inesperienza, li ho disegnati con semplici pennarelli. Sicuramente sarebbero stati più belli se realizzati con pasta di zucchero (se solo avessi un po più di esperienza e manualità)!!!!

Per il Pan di Spagna:
La ricetta è del mitico Montersino. Ho riproporzionato le dosi da due teglie da 17 cm di diametro ad una da 26 anche se a mio avviso era un po scarsino (se dovessi rifarlo aumenterei un po il tutto):
180 gr di uova intere (3 uova grandi);
126 gr di zucchero semolato;
108 gr di farina 00;
36 gr di fecola di patate;
3/4 di bacca di vaniglia o scorza grattugiata di 1/2 limone non trattato.

Mettere i tuorli con lo zucchero in un pentolino e portare alla temperatura di circa 45 gradi, massimo 47, mescolando continuamente. Trasferire il composto nella planetaria (o utilizzare le fruste elettriche) e montarlo finchè non diventa spumoso (la massa montata deve “scrivere”) . Nel mentre setacciare la fecola di patate con la farina. Imburrare lo stampo scelto e infarinare. Aggiungere alle uova con lo zucchero gli aromi scelti (io limone grattugiato) e a seguire la farina girando con una spatola delicatamente per non smontare il composto.
Mettere il composto nella teglia prescelta ed infornare, senza sbattere la teglia per evitare di perdere le bolle d’aria che si sono create, in forno caldo a 180 gradi per 15-20 minuti (fare la prova stecchino).
Far raffreddare in una gratella.

Per la crema chantilly:
Anche in questo caso la ricetta è di Montersino.Davvero buona ma se dovessi rifarla ridurrei un po la quantità di zucchero. Io l’ho aromatizzata al limone perchè il dolce era alla frutta:
500 ml di latte (Montersino usa una parte di panna ma ho evitato);
150 gr di tuorli;
150 gr di zucchero;
 35 gr di amido di mais (Montersino usa 1/2 amido di mais e 1/2 amido di riso, ma io non avevo quest’ultimo);
1/4 di bacca di vaniglia;
250 gr di panna fresca da montare
Procedimento:
anche per il procedimento ho usato il metodo Montersino. mettere a scaldare il latte con la bacca di vaniglia a cui sono stati tolti i semini (aggiunti allo zucchero) o la buccia del limone.
Nel mentre montare uova e zucchero e amido. quando il latte sarà ben caldo togliere la bacca o la buccia del limone ed aggiungere il composto montato, senza girare. Lasciare andare a fuoco medio finchè dei vulcani di latte non romperanno il composto d’uovo. Dopodichè spegnere e girare con una frusta. La crema si addensera’ rapidamente.
Porre la crema cosi ottenuta in un contenitore di vetro e inserirla nel surgelatore per farla raffreddare rapidamente (va bene anche metterla a bagnomaria con dei ghiaccioli).
Una volta ben fredda aggiungere, mescolando con una spatola, la panna montata.

Per la composizione:
400 ml di panna montata
fragole fresche;
colorante alimentare in fialette color blu.

Procedimento.
Dividere il pan di spagna in 2, Posizionare la base nello stampo a cerniera che avete usato per cuocere il pan di spagna, bagnare la base con del succo d’ananas o di albicocca o di pesca (o quello che preferite tanto non si sentirà affatto).
Aggiungere tutta la crema chantilly con un po di fragole spezzettate in modo da fare uno strato di sole fragole. Mettere l’altro strato di pan di spagna bagnato anche questo. Ricoprire il tutto con altra panna montata bianca.
Posizionare Super Mario al centro della torta. Aggiungere alla panna montata rimasta 1/2 fialetta di colorante  alimentare azzurro (questa volta ho comprato quello giusto), inserirla in una sac a poche e procedere alle decorazioni dei bordi.
Io ho fatto la scritta con il colorante in gel che avevo comprato, e per questa funzione è perfetto :)))!


Semplicemente funghi trifolati!

Eccomi qui con una non-ricetta: i funghi trifolati!! Chiaramente non è nulla di nuovo ne di originale, ed è per questo che non può neanche considerarsi una ricetta. Ma li pubblico ugualmente, con annessa spiegazione sulla preparazione, perché spesso quando voglio un contorno alternativo non mi vengono mai in mente (sarà che non posso mangiarli)…e siccome devo variare un po la dieta del coinquilino,li inserisco tra i miei contorni, cosi non mi sfuggono dalla mente! Insomma, nel mio ricettario devono stare :DD!
Inoltre alcune mie amiche mi hanno fatto notare che spesso non sanno che cucinare, quindi diciamo che questo post potrebbe essere di spunto per qualche cena improvvisata!!
Finchè ho potuto mangiarli, i funghi, li ho amati alla follia, li mettevo ovunque! Al ristorante la mia pizza preferita era margherita con funghi!!! Amore a tutti gli effetti insomma!!
Poi il destino crudele mi ha punito e ora non li digerisco più, oltre a farmi venire uno di quei mal di pancia che ti fa pentire di essere stata cosi golosa a tavola!!
Ma va be…lasciamo stare..meglio che non penso alle mie sfortune :D!

Ingredienti per 2 personei:
1 confezione di funghi champignon (avevo quelli ma va bene qualsiasi tipo di fungo)
2 spicchi d’aglio;
olio;
sale.

“Spellare” il cappello dei funghi e spuntare la base per togliere il terriccio che c’è. mettere a soffriggere aglio e olio, a seguire aggiungere i funghi tagliati a fettine, salare e coprire con coperchio.

Lasciar andare i funghi per qualche minuto, finchè non hanno rilasciato la loro acqua e si sono cotti (una decina di minuti scarsi sono più che sufficienti).
Spolverare con abbondante prezzemolo tritato fresco.
Buon Appetito!

NOTE:
– per chi volesse preparare un piatto light si può omettere l’olio e aggiungere un po di vino bianco o semplicemente acqua ai funghi e all’aglio messi a cuocere in padella