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la Mia Pizza simil-napoletana!!!

Una delle mie prime fisse in fatto di cucina è stata la pizza. Era un mio cruccio. Per me, era una grande sfida riuscire a farla decente. Ho sempre odiato la pizza domestica, alta,  che difficilmente si cuoce in modo uniforme e soprattutto un mattone da digerire, specie per chi come me ha problemi digestivi non indifferenti.
Cosi, come già dicevo qui, nei lunghi dialoghi virtuali con Tery abbiamo cercato nel web una ricetta che potesse essere replicata in casa e l’abbiamo trovata.
L’autore di questa ricetta è il Maestro Adriano e l’ho scovata per caso in un forum di cucina, ho controllato se lui stesso l’avesse già pubblicata sul suo blog, ma niente…quindi per rispetto suo, non lo farò nemmeno io. Però vorrei fare un post per dare qualche suggerimento, cosi che anche con le vostre ricette, possiate realizzare una buona pizza. Non vogliatemene per questo post misterioso..spero che comprendiate :))!
REGOLA NR.1:
Gli ingredienti: 
sono solo 4: acqua, farina, lievito (pochissimo), sale. Niente olio, latte, zucchero e chi più ne ha più ne metta. La vera pizza napoletana non prevede nessun altro ingrediente;
REGOLA NR.2:
la lievitazione:
la pizza per essere digeribile deve contenere pochissimissimo lievito (una briciola proprio) e una lunga lievitazione, che oscilla dalle 10 alle 12 ore! meno lievito si mette e più le ore di lievitazione aumentano (non oltre le 12 h cmq).
REGOLA NR.3:
la stesura:
non usare MAI il mattarello…stendere SOLO ed ESCLUSIVAMENTE con le mani!!con il mattarello si rischia di perdere tutte le belle bolle d’aria che si sono formate in lievitazione e che rendono la pizza soffice e gustosa…con quel cornicione bello alto!! 
REGOLA NR.4:
farina da usare in stesura:
in questa fase poi la farina che dovete utilizzare è la farina di semola di grano duro. quest’ultimo trucco l’ho scoperto di recente guardando un video del Bonci…che spiegava come la farina bianca, se aggiunta a fine lievitazione, non è sottoposta a quel processo che elimina gli enzimi non digeribili rendendola facilmente digeribile.  Questo invece non accade con la semola di grano duro che non presenta questi problemi.
REGOLA NR.5:
condimento:
ovviamente il condimento è libero. Ma dopo svariate prove mi sento di consigliarvi la passata di pomodoro della Mutti. Non mi paga nessuno per questa pubblicità, ma posso senza ombra di dubbio  sostenere, che la sua consistenza e il suo sapore fanno davvero la differenza.
REGOLA NR.6:
la cottura:
per ottenere un risultato più vicino possibile ad una pizza cotta a legna, occorre avere un forno che raggiunga temperature elevate (dai 300 ai 400 gradi) cosa che, con i forni domestici, non è possibile ottenere. Si può però optare per una pietra refrattaria, reperibile in qualsiasi negozio che vende elettrodomestici e casalinghi (all’euronics lho trovata), da introdurre nella parte più alta del forno prima dell’accensione e far in modo che la pietra si scaldi di pari passo con il forno. Dopo circa 40 min di riscaldamento, la pietra è pronta per cuocere la pizza. Essa permette una diffusione uniforme del calore accumulato e garantirà una cottura rapida e perfetta. Appena inserita la pizza sulla pietra accendere il grill, e nel giro di 5-6 min si otterrà una bella pizza. In alternativa potete acquistare i fornetti elettrici con pietra refrattaria integrata (io ho il Ferrari G3 e mi trovo divinamente). E’ molto più pratico della semplice pietra, e permette di ottenere temperature più elevate dei normali forni (sicuramente non arriverà a 400 gr ma forse a 300 si).

Di seguito posterò alcune foto della cottura e del relativo risultato. 

(pizza in cottura su fornetto elettrico)
(pizza margherita)
(pizza bianca ai 4 formaggi)
(particolare interno del bordo)
che ve ne pare? vi ho fatto venire voglia di pizza?? Se avete dei dubbi, delle curiosità o consigli da chiedere non esitate a contattarmi in privato, sarò lieta di rispondervi :))!
Se invece volete assaggiare la mia pizza….io sono disponibile a prepararla per voi :DDD

p.s.: che ve ne pare della nuova grafica del blog??? è ancora in fase di sistemazione, ma meglio del macabro nero con cui era scritto il titolo, è di sicuro :DDD


Coniglio in porchetta!

 

Ci sono. Quasi. Non me la sono data a gambe levate è…nunu..anche se la tentazione di espatriare in qualche località tropicale a dedicarmi al “dolce far nulla” è alta. Ma no. Sono rimasta inchiodata ai miei doveri di studentessa universitaria. La fase è critica, si susseguono esami uno dietro l’altro, senza lasciarmi il tempo di dedicarmi come vorrei alla mia passione preferita: la cucina. E ovviamente se non cucino, non pubblico, ovvio no?! :))!
Mi manca il mio blog, i vostri commenti, le mie ore di navigazione in internet a perdermi tra le vostre squisitezze…ma quando il dovere chiama non posso tirarmi indietro..mi restano gli ultimi esami e voglio provare a finirli entro questo 2012…(questo il fioretto fatto a capodanno)..vediamo se riesco nell’intento :DD!
Intanto torno con una ricetta che fa parte della tradizione marchigiana. Sono andata un po alla ricerca di informazioni circa la reale origine di questo piatto e ho trovato questo link che spiega meravigliosamente bene cos’è e quali sono le origini storiche.
Nel mio caso, ho fatto una versione “light” e rapida. Avevo pochissimo in casa quindi mi sono arrangiata con quello che avevo, ma di seguito riporto la ricetta cosi come andrebbe realmente fatta (o meglio come lo faccio io) Chiaramente, come tutte le ricette della tradizione, ogni marchigiano ha la sua. Seguitemi.


Ingredienti:
1 coniglio intero;
1 manciata di olive nere;
le intoriora del coniglio tagliate a cubetti;
un bel mazzo di finocchio selvatico fresco;
4-5 spicchi d’aglio in camicia (1 solo andrà scamiciato, e inserito a pezzi nel ripieno)
2 confezioni di pancetta dolce a cubetti o qualche fettina;
salsicce di pollo o maiale (facoltative);
cotiche di maiale (facoltative..io le ho sempre omesse)
vino e olio per cottura.

Procedimento:
lasciare a bagno in acqua fredda il coniglio per diverse ore, anche tutta la notte, in frigo. Lavare sotto l’acqua corrente il coniglio, asciugarlo con carta assorbente. Salarlo e peparlo sia esternamente che internamente massaggiando la carne per distribuire meglio sale e pepe.
In una ciotola, mettere le olive, 1 aglio tritato, la pancetta, le interiora tagliate, le salsicce, le cotiche e il finocchio selvatico, salare il tutto e inserirlo nella “pancia” del coniglio. Cucire l’apertura con ago e filo (o spago).
Accendere il forno a 170 gradi. In una ciottola porre un paio di bicchieri di vino e un filo d’olio.
Porre il coniglio in una teglia coperta da carta forno, e porre in forno. Man mano che il coniglio cuoce, bagnarlo con il preparato di vino e olio cosi da non farlo seccare e permettere una cottura lenta ed uniforme (se si rosola subito il coniglio diventa duro e stoppiccioso, se invece mantiene in cottura un buon grado di umidità si cuocerà in modo uniforme).
Quando il coniglio è cotto, accendere 10 min scarsi il grill per farlo colorire un po.

E’ preferibile tagliarlo da freddo perchè il ripieno tende a sgretolarsi se tagliato da caldo.

A presto (spero) :))!


Panettone con lievito madre al cioccolato!

Primo post del 2012 :)! Ce l’ho fatta!! Si perchè, riuscire a pubblicare qualcosa di decente, in questi giorni di studio frenetico (e quindi di cucina affidata completamente al mio Lui) non è impresa semplice. Ma non è tanto il preparare il post il problema….è cucinare qualcosa di decente da pubblicare!!
E infatti oggi niente ricetta…soltanto una piccola variante al panettone già pubblicato qui! Si perchè, mentre quello di prima era farcito con uvetta, e sicuramente ottimo da presentare in un pranzo di Natale, questo è più “trasgressivo” e giovanile, perchè farcito con gocce di cioccolato e glassato cn cioccolato fondente!! Avevo amici a casa la notte di capodanno, e ho pensato di rifare il panettone già sperimentato, ma dando un tocco più goloso (si sa i ragazzi non amano l’uvetta)!! E ne è uscito questo…dal gusto ottimo, e estremamente scenografico :))!
Lo pubblico oggi perchè vorrei lasciare anch’io qualcosa di buono da far mangiare alla Befana, che poverina stanotte ha avuto il suo bel da fare con calze da diffondere in tutto il mondo :))!
A casa mia questa festa è particolarmente sentita, mia mamma è stata cresciuta più con il mito della Befana che di Babbo Natale…quindi oggi qui è festa grossaaa :))! A 30 anni suonati ancora aspetto impaziente la mia calza (anche se ora non mi è sufficiente alzarmi dal letto per vedere se ha portato qualcosa….dovrò autotrasportarmi nella residenza ufficiale della Befana per vedere cosa mi ha regalato)!!
Vi riporto soltanto la glassatura, per la ricetta del panettone potete seguire il post di cui sopra!
Ingredienti per un panettone da 1 kg:
100 gr di cioccolato fondente;
35 gr di zucchero;
35 gr di acqua;
10 gr di glucosio in polvere.

80 gr di gocce di cioccolato da inserire nel panettone + 1 manciata per decorarlo!!

Procedimento:
Spezzettare il cioccolato in piccole parti. In un pentolino aggiungere acqua zucchero e glucosio e portare a bollore, spegnere e aggiungere il cioccolato  fondente.
Mescolare il tutto e con una spatola procedete a cospargere la parte superiore di panettone di cioccolato. Io ho voluto un effetto irregolare quindi non ho cercato di rendere lo strato perfettamente liscio e compatto. Ma questo dipende dai vostri gusti.
A questo punto aggiungere la manciata di gocce di cioccolato sulla parte superiore, prima che il cioccolato solidifichi.

 et voilà..il gioco è fatto :))! Chiaramente non ho la foto della fetta, ma per vedere la consistenza andate pure al post dell’altro panettone :))!
Ne approfitto per augurarvi tantissimi auguri (anche se con qualche giorno di ritardo) di buon anno. Che finalmente questo 2012, sia l’anno della svolta (visto che i Maya parlano della fine di questa era ed inizio di una nuova). Che possa portare ad ognuno di voi ciò che più desiderate!!

p.s.: sarò latitante in questi giorni…esami all’orizzonteee :-(((!

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