Monthly Archives: ottobre 2012

Briciolona

Oggi non ho voglia di scrivere molto…mi sento più spettatrice che protagonista! Tanti pensieri affollano la mia mente, e come un groviglio di lana, stento a trovare il capo! Dovrei scrivere diversi post…ma rimando..non ne ho voglia…avrei dovuto anche sperimentare la seconda ricetta per il contest “la svizzera nel piatto” ma niente..non mi va..rinuncio…sperando di avere altre occasioni in futuro per dimostrare la mia passione!!!

Le giornate si accorciano e con esse la mia grinta e la mia tenacia…inizio a realizzare che sono già in ritardo per la preparazione dell’esame di dicembre e ho paura di perdermi..non per l’esame che per me ha un valore relativo…ma perchè so già che questo blog e voi tutti che mi leggete, diventerà un lusso più che un piacevolissimo passatempo..perchè tempo non ne avrò neanche per me!
Spero di non dover abbandonare del tutto la mia passione…ma è naturale che dovrò quantomeno rallentare! Mi auguro di non perdervi perchè ora Vi sento vicini, come se facessi finalmente parte di questa grande famiglia chiamata blogsfera!!


Questa torta l’ho assaggiata da mia suocera, che ogni tanto sperimenta ricette nuove e mi ha colpito tantissimo, perchè a differenza delle crostate  tradizionali, che sono sempre troppo friabili e mi ricordano quelle tante odiate da bambina del Mulino B….o, questa non si sbriciola ma rimane morbida. Non è effettivamente una crostata, ma userò la ricetta dell’impasto per provare a farne una, perchè ha la consistenza che più si confà ai miei gusti!!
La ricetta è tratta dal portale cooker.net ed è di Novellina…potete trovarla qui…la riporto testuale con in rosso le mie modifiche.
Ingredienti per una tortiera da 26:
200 gr di farina 00;
100 gr di burro ammorbidito (basta lasciarlo fuori dal frigo un po);
100 gr di zucchero;
300 gr di ricotta;
1 uovo;
1 bustina di lievito;
1 bustina di vanillina (io i semi di mezza bacca di vaniglia);
cioccolato in pezzi (facoltativo) (io gocce di cioccolato fondente).
Procedimento:
1. In una ciotola sbattere con la forchetta la ricotta e 1/4 di zucchero e le gocce di cioccolato se avete deciso     
    di mettercele. 
2. Impastare la farina, il burro a pezzetti, l’uovo, il restante 3/4 dello zucchero, la vanillina (semi di bacca di                  Vaniglia) e il lievito e porre in frigo per 1 ora.
3. Dopodiché imburrare una teglia rotonda, meglio se di quelle apribili a cerniera (altrimenti rivestire di carta forno), stenderci sul fondo metà dell’impasto sbriciolandolo con le mani e aggiungerci a cucchiaiate la ricotta sull’impasto di “briciole” il più uniformemente possibile.
4. Coprire con il restante impasto, sempre sbriciolandolo con le mani.
5. Mettere in forno già caldo a 160-180° per 20-30 minuti. Nel forno ventilato cuoce molto rapidamente, meglio tenere la temperatura bassa. Casomai proseguire la cottura solo tenendo accesa la parte bassa del forno. In ogni caso la torta deve rimanere piuttosto chiara.
A fine cottura spolverizzare con lo zucchero a velo.

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Treccia danese

Non so come definirla. Mania? Fobia? Fissa mentale?? Forse è semplice follia…fatto sta, che quando vedo una ricetta con lievito di birra con quantità superiori ai 7-8 grammi, mi prende una “crisi isterica”. No tranquilli, non faccio gesti inconsulti, semplicemente il mio cervellino inizia a pensare a quale potrebbe essere il risultato finale riducendo drasticamente la quantità di lievito. Mi riprometto sistematicamente di riprodurle cosi come sono, molto più rapide e quindi più adatte a persone che come me fanno minimo 2 cose in contemporanea, ma anche 3 o 4..dipende :))! Ma è più forte di me…è un po come la mia “firma” in cucina :))!

Che poi perchè?? infondo è semplice lievito di birra…niente di che..sarà che ho serie difficoltà a digerirlo, fatto sta che quando vedo una ricetta che mi intriga ma contiene troppo lievito scatta quel non so che di sfida tra me e me per tentare la mission impossible: realizzare un prodotto ben lievitato ma con una quantità irrisoria di lievito. E sarà sicuramente questo approccio “negativo” che mi si è ritorto contro la volta che ho invece provato a seguire la ricetta passo passo, quantità di lievito compresa. Il composto non ha lievitato…Ora ditemi..è pura coincidenza o è una “punizione divina”? Fatto sta che la ricetta è fallita, e il giorno successivo l’ho replicata, ma stavolta con la quantità di lievito che piace a me!!

La ricetta in questione è la treccia danese, vista da Benedetta Parodi (non amo affatto il suo modo di cucinare ma questa treccia mi ha colpito per effetto scenico e rapidità di realizzazione, questione lievito a parte ovvio)! Il risultato è davvero strepitoso..provatela, non ve ne pentirete.
Di seguito riporto la ricetta originale e in rosso le mie modifiche

Ingredienti:
1/2 panetto di lievito (io 1 gr. di lievito di birra secco)
125 ml di latte
60 gr di burro
50 gr di zucchero
1/2 uovo
scorza di arancia qb (io limone)
325 gr di farina (accidentalmente ne ho messa 50 gr di meno ma il risultato non ne ha risentito quindi va bene anche 275 gr)


Per completare:
1 vasetto di marmellata di susine (io metà nutella equo-solidale coop)
mandorle a lamelle qb (omesse x sbadataggine)
1/2 uovo
zucchero di canna qb (omesso)
Procedimento:
Stemperare il lievito nel latte, poi unire il burro fuso, lo zucchero, mezzo uovo, la scorza d’arancia e la farina. Impastare per circa 10 minuti (io ho messo tutto in planetaria partendo dall’uovo e zucchero, a seguire latte e lievito e farina, quando ha incordato – fate la prova del velo – ho aggiunto il burro fuso.
Formare un panetto e lasciare lievitare coperto (da pellicola) un ora.(io per ben una notte in forno spento a lucetta accesa(vedi foto 1 e 2)
Stendere l’impasto con il mattarello sopra alla carta forno.
Aiutandosi con uno stampo da plumcake disegnare una forma rettangolare al centro della pasta, poi incidere a striscioline oblique sulle eccedenze ai lati (vedi foto 3)
Farcire il rettangolo centrale con la marmellata e le mandorle, poi richiudere le striscioline di pasta formando delle trecce.(vedi foto 4). Io ho lasciato lievitare per ben 1 ora dopo la formatura, ma si può tranquillamente aumentare..secondo me più tempo le si concede per lievitare, più il risultato finale è migliore.
Spennellare con l’uovo e spolverizzare con zucchero di canna.
Infornare per 30 minuti circa a 180 gradi

Che ne dite? L’esperimento è riuscito??? A me è piaciuto molto il risultato finale, ottima per una colazione o una merenda! Se la provate mi fate sapere come vi è venuta???
ah..dimenticavo…che ve ne pare l’illustrazione passo passo del procedimento??? Vi piace come idea?? Questa è un’altra novità che bolliva in pentola..ma ce ne sono altre…stay tuned :)!!!

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Buon Blogcompleanno a meeee :D!!!!!

Eccoci quaaaa….a festeggiare il mio primo blogcompleanno :D!!! siiiiiiiiiiiii :D!!
Sono felicissimaaa! Non avrei mai creduto di arrivare a festeggiarlo!! E invece sbagliavo! Come pure sbagliavo quando ero convinta che questo blog non sarebbe mai decollato, che sarebbe finito nel dimenticatoio in un angolo sperduto della blogsfera. Certo, non è diventato sicuramente il primo blog di cucina visitato in Italia, ma ha fatto piccoli grandi passi, di cui vado fierissima! Ci sono stati periodi bui, in cui non ho pubblicato nulla, ma il blog è anche il mio diario personale, e quindi va di pari passo con i miei stati d’animo..in quei periodi non avevo voglia di scriverci nulla, e non l’ho fatto e credo sia stato meglio cosi :D!!  
Questo blog mi ha dato tanto, mi ha fatto conoscere persone speciali (vero Vaty?), mi ha regalato emozioni forti, mi ha fatto sorridere, mi ha fatto sognare :)! Posso affermare con certezza che ora rappresenta il mio piccolo angolo di paradiso, dove posso rifugiarmi ogni volta che voglio e posso. E tutto questo grazie ad ognuno di voi..chi passa per uno sguardo rapido, chi mi segue in silenzio e chi invece si ferma a commentare..ad ognuno di voi voglio dire grazie, grazie e ancora grazie :))!!
Ma ora veniamo alle novità :D!!
Da oggi il blog sarà presente anche su Facebook…non è bello?? cosi potete sostenermi se vi andrà e potrò condividere con voi tutto quello che posterò qui :))!
E le novità non sono finite…si, perché ho pensato di dedicare qualche pagina di questo blog ad una nuova rubrica! Altri blog già lo fanno, io c’ho sempre pensato ma vuoi per il poco tempo, vuoi per svogliataggine non l’ho mai messa in pratica…e credo sia giunto il momento di tentare..voglio pubblicare qualche ricetta light, qualche piatto gustoso da mangiare ma con pochi grassi! Non so dire se riuscirò a seguirla con una certa continuità come vorrei, ma intanto ci provo :))!!
Ci saranno altre news prossimamente..stay tuned :DD!
Detto questo…che dite, festeggiamo con un bel pezzo di torta???
La ricetta di questa torta l’ho presa qui, da l’appetito vien leggendo Da quando l’ho scoperta l’ho riprodotta una marea di volte, anche se ho apportato alcune modifiche, sia nella preparazione della mousse, sia nella temperatura perchè, ho pensato che desse il meglio di sé servito come un semifreddo…e devo dire che per me (e non solo) ha acquistato tantissimi punti cosi…se qualcuno di voi la prova mi faccia sapere :))!

Ingredienti per una tortiera da 26 cm di diametro:
Per la base:
78 grammi di albumi;
97 grammi di zucchero;
65 grammi di tuorli;
33 grammi di cacao.
Per la spuma al caffè:
78 grammi di tuorli (5 tuorli medi);
93 grammi di zucchero;
260 ml. di latte;
7,8 grammi di colla di pesce (3 fogli e 1/2);
1 cucchiaio e 1/2  di caffè solubile;
325 grammi di panna montata.
Per la decorazione:
300 grammi di panna montata;
chicchi di caffè ricoperti di cioccolato.
Procedimento:
Per la base:
montate gli albumi a neve ferma con 50 gr di zucchero. Accendete il forno a 180°. Montate i tuorli con i restanti 47 grammi di zucchero, incorporateli agli albumi montati mescolando con una spatola dal basso verso l’alto, facendo attenzione a non smontarli. Unite poi il cacao setacciato sempre mescolando con una spatola, delicatamente, dal basso verso l’alto.
Versate il composto in uno stampo a cerniera imburrato e infarinato e infornate per 15 min circa a 180° (Fate la prova stecchino).
Fate raffreddare direttamente sullo stampo, togliendo la cerniera per favorire il raffreddamento.
Per la spuma al caffè:
Fate ammorbidire la gelatina in un bicchiere di acqua fredda (non calda sennò si scioglie e non riuscite più a tirarla fuori).
A questo punto ho apportato alcune modifiche. Ho infatti usato il metodo “Montersino” che è fantastico e si risparmia tanta fatica :D!
Montate bene i tuorli con lo zucchero (finché il composto non “scrive”, ossia facendo cadere un po di composto dall’alto verso il basso, questo non svanisce subito, ma lascia in superficie delle scritte). Nel mentre mettete a scaldare il latte sul fuoco, con il caffè solubile.
Quando il latte è ben caldo e fa la “panna” (patina in superficie) buttate il composto montato senza mescolare niente. Quando il latte bucherà il composto, facendo piccoli vulcani di latte, mescolate per circa 1 minuto scarso e spegnete il fuoco. Non importa se il composto risulterà poco denso, si rapprenderà  dopo.
Unite la colla di pesce e fatela sciogliere nella “crema”. Copritela con pellicola trasparente che dovrà aderire perfettamente alla superficie della crema e fatela poi raffreddare rapidamente (io la metto una decina di minuti in freezer).
Nel frattempo montate la panna e quando la crema sarà fredda, unitela a quest’ultima, mescolando con una spatola dal basso verso l’alto, facendo attenzione a non smontare la panna.
A questo punto mettete la crema cosi ottenuta nello stampo a cerniera dove si trova la base precedentemente preparata, livellate (ma se è piuttosto liquida si livella da se) e riponete in surgelatore.
Tirate fuori dal surgelatore 2-3 h prima di servirlo, montate la panna e farcitelo a vostro piacimento. 
Ho utilizzato tantissime volte questo dolce, sia come semplice dessert a fine cena, sia per festeggiare una marea di compleanni.
Piace praticamente a tutti, è cremoso e in bocca le diverse consistenze avvolgono il palato e danno un gusto a mio avviso perfetto ad ogni palato. E’ diventato senza ombra di dubbio “il dolce per non sbagliare!” :)))!

Mai come oggi spero che qualcuno di voi legga questo post e spenda qualche attimo del proprio tempo prezioso per farmi un salutino…mi farebbe tanto tanto piacere :))!Buona giornata a  tutti :))!


A noi donne….esseri davvero troppo speciali :))!!

Niente ricetta stasera…avevo solo voglia di condividere una cosa che ho letto nel blog di Chiara e Angela Maci, Sorelle in pentola‎, che mi è piaciuta tanto perchè mi ci sono ritrovata e mi ci ritrovo tutt’ora…e credo che ogni donna ci si può ritrovare!!!
Buona lettura e….vi aspetto martedì per festeggiare un evento importante e per alcune piccole (ma importanti) novità :)!!!


“Che uno dice: è finita. No, finita mai, per una donna. Una donna si rialza sempre, anche quando non ci crede, anche se non vuole.
Non parlo solo dei dolori immensi, di quelle ferite da mina anti-uomo che ti fa la morte o la malattia. Parlo di te, che questo periodo non finisce più, che ti stai giocando l’esistenza in un lavoro difficile, che ogni mattina è un esame, peggio che a scuola. Te, implacabile arbitro di te stessa, che da come il tuo capo ti guarderà deciderai se sei all’altezza o se ti devi condannare. Così ogni giorno e questo noviziato non finisce mai. E sei tu che lo fai durare.
Oppure parlo di te, che hai paura anche solo di dormirci, con un uomo; che sei terrorizzata che una storia ti tolga l’aria, che non flirti con nessuno perché hai il terrore che qualcuno s’infiltri nella tua vita. Peggio: se ci rimani presa in mezzo tu, poi soffri come un cane. Sei stanca: c’è sempre qualcuno con cui ti devi giustificare, che ti vuole cambiare, o che devi cambiare tu per tenertelo stretto. Così ti stai coltivando la solitudine dentro casa. Eppure te la racconti, te lo dici anche quando parli con le altre: “Io sto bene così. Sto bene così, sto meglio così”. E il cielo si abbassa di un altro palmo.
Oppure con quel ragazzo ci sei andata a vivere, ci hai abitato Natali e Pasqua. In quell’uomo ci hai buttato dentro l’anima ed è passato tanto tempo e ne hai buttata talmente tanta di anima che un giorno cominci a cercarti dentro lo specchio perché non sai più chi sei diventata. Comunque sia andata, ora sei qui e so che c’è stato un momento che hai guardato giù e avevi i piedi nel cemento. Dovunque fossi, ci stavi stretta: nella tua storia, nel tuo lavoro, nella tua solitudine. Ed è stata crisi. E hai pianto.
Dio quanto piangete! Avete una sorgente d’acqua nello stomaco. Hai pianto mentre camminavi in una strada affollata, alla fermata della metro, sul motorino. Così, improvvisamente. Non potevi trattenerlo. E quella notte che hai preso la macchina e hai guidato per ore, perché l’aria buia ti asciugasse le guance? E poi hai scavato, hai parlato. Quanto parlate, ragazze! Lacrime e parole. Per capire, per tirare fuori una radice lunga sei metri che dia un senso al tuo dolore. “Perché faccio così? Com’è che ripeto sempre lo stesso schema? Sono forse pazza?” Se lo sono chiesto tutte. E allora vai giù con la ruspa dentro alla tua storia, a due, a quattro mani e saltano fuori migliaia di tasselli. Un puzzle inestricabile. Ecco, è qui che inizia tutto. Non lo sapevi? E’ qui; da quel grande fegato che ti ci vuole per guardarti così scomposta in mille coriandoli che ricomincerai. Perché una donna ricomincia comunque, ha dentro un istinto che la trascinerà sempre avanti. Ti servirà una strategia, dovrai inventarti una nuova forma per la tua nuova te. Perché ti è toccato di conoscerti di nuovo, di presentarti a te stessa. Non puoi più essere quella di prima. Prima della ruspa. Non ti entusiasma? Ti avvincerà lentamente. Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta è come un diesel. Parte piano, bisogna insistere. Ma quando va, va in corsa.
E’ un’avventura, ricostruire se stesse. La più grande. Non importa da dove cominci, se dalla casa, dal colore delle tende o dal taglio di capelli. Vi ho sempre adorato, donne in rinascita, per questo meraviglioso modo di gridare al mondo “sono nuova” con una gonna a fiori o con un fresco ricciolo biondo. Perché tutti devono capire e vedere: “Attenti: il cantiere è aperto. Stiamo lavorando anche per voi. Ma soprattutto per noi stesse”. Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia. Per chi la incontra e per se stessa. È la primavera a novembre. Quando meno te l’aspetti…”

-Jack Folla-

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La Svizzera è nel piatto!!!

Quando ho letto il post di Tery, la Svizzera nel piatto, non potevo credere a ciò che i miei occhi leggevano: il Consorzio Formaggi della Svizzera -Switzerland Cheese Marketing Italia metteva a disposizione ben 3kg di ottimo formaggio svizzero per ogni partecipante!! Avrei potuto ricevere, comodamente a casa mia e senza spese, 2 dei 3 formaggi  proposti dal Consorzio. E come se non bastasse (per me già questo bastava come premio), a chi avesse vinto il contest, veniva offerta la possibilità di partecipare ad un prestigioso evento che si terrà presso la Città del Gusto del Gambero Rosso il 14 Novembre, durante il quale potrà  riprodurre la ricetta vincitrice.
Un po incredula ma affascinata da tutto ciò decido, timidamente, di partecipare!!
Lo stupore iniziale è notevolmente incrementato quando ho potuto constatare la precisione e puntualità (svizzere appunto) con cui ho ricevuto, con un tempismo unico, il pacco contenente due spettacolari formaggi – Le Gruyère DOP e l’Emmentaler DOP – insieme a  tutte le spiegazioni tecniche degli stessi, 2 piccoli ricettari, uno per ogni tipo di  formaggio ricevuto, e 2 simpaticissimi gadget, a ricordare la provenienza svizzera del pacco: gli stuzzicadenti con la bandiera svizzera e una tenerissima mucca di rosso “vestita”.
A cotanta precisione e generosità, dovevo “rispondere” con una ricetta originale e che potessere rendere merito alla bontà dei formaggi ricevuti.
Ho pensato molto a cosa potevo proporre..e diverse sono state le idee che hanno affollato la mia mente, finchè, parlando con il mio Lui, ho “partorito” questa Cocottina di vincisgrassi rivisitati in chiave moderna!
vincisgrassi sono una sorta di lasagne dove sottilissime sfoglie di pasta all’uovo vengono condite con un ragù di carni miste, frattaglie e aromi vari, assieme a besciamella e parmigiano grattugiato. L’unica differenza tra lasagne e vincisgrassi di cui io sia a conoscenza e’ nel ragu’: in quello dei vincisgrassi ci vanno anche dei fegatini, in quello delle lasagne alla bolognese no.Sono un tipico piatto della nobile e antica cucina maceratese, le cui origini risalgono alla metà del diciottesimo secolo e il cui nome è attribuito a diverse fonti. (spiegazione presa da internet)

Ho sostituito i strati di pasta all’uovo con delle crepes (ricetta gentilmente concessa dalla suocera che le fa divine), e al posto del ragù di carne, frattaglie e spezie ho messo una salsa di asparagi e besciamella light, (light perchè non contiene burro ma olio evo; ho optato per questa anzichè la tradizionale per non appesantire troppo il piatto ed esaltare il gruyère); ho poi alternato strati di crepes e salsa di asparagi a strati di gruyére e parmigiano. Ma vediamo la ricetta nel dettaglio.
Ingredienti:
per le crepes:

1 uovo;
4 cucchiai di farina, 
1/2 bicchiere di latte:
1/2 bicchiere d’acqua minerale frizzante (fondamentale per la riuscita delle crepes stesse)
1 presa di sale  
per la besciamelle
300 ml di latte;
2 cucchiai di olio di oliva;
2 cucchiai di farina
noce moscata
sale
pepe 
un mazzo di asparagi (ho usato i surgelati)
fettini sottili di Gruyère;
parmigiano.
Procedimento:
Preparate la pastella per le crepes sbattendo le uova con la farina, il latte, l’acqua e il pizzico di sale. Mettete il composto che avrà una consistenza fluida, in frigo per una mezz’oretta almeno, cosi da farlo rapprendere (deve diventare densa. Se vi risulta troppo liquida aggiungete un po di farina). Nel mentre lessate gli asparagi, togliete le punte e frullateli. 
Preparate la besciamella versando l’olio di oliva e la farina setacciata dentro a un pentolino. Fate scaldare mescolando di continuo, quindi aggiungete il latte a filo continuando a mescolare. Quando il composto sarà liscio ed omogeneo portate ad ebollizione. Non appena la besciamella si sarà addensata al punto giusto aggiungete pepe, noce moscata e sale quanto basta. Fate intiepidire la besciamella e aggiungetela al mixer dove avrete frullato gli asparagi e fate amalgamare bene, frullando il tutto per pochi secondi.
A questo punto procedete a realizzare le crepes. Per una buona riuscita, utilizzate una padellina antiaderente leggermente unta con del burro. (io ho usato la crepiera per la prima volta ed ha funzionato alla perfezione).
Con un coppapasta realizzate tanti dischetti di crepes. Iniziate mettendo un po di besciamella sul fondo della cocottina, aggiungete il primo disco di crepes, a seguire ancora besciamella, fettine di Gruyére, una spolverata di parmigiano e proseguite fino a completo riempimento della cocottina. 

Infornate a 250 gradi per circa 10-15 min. A metà cottura aggiungere le testine degli asparagi e proseguire la cottura fino a che non si sarà formata una lieve crosticina.

Ovviamente con questo post partecipo al contest

Un grazie particolare a Tery di Peperoni e Patate e al Consorzio Formaggi della Svizzera per aver indetto un concorso cosi bello e ricco, al mio Lui perchè senza, questo blog non sarebbe quello che è, e alla mia amica Claudia per aver messo il suo tocco magico nelle foto :))!

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Salmone con pere e lamelle di mandorle

Chiedo assolutamente venia per questa foto pessima…il problema è che la sera, quando torno a casa è già notte, e le foto vengono davvero pessime!! Ma con un po di sforzo sono certa potete immaginare la bontà di questo piatto. La ricetta, ancora una volta arriva da lei, Martina di http://www.trattoriadamartina.com, che ormai è diventata grande fonte di ispirazione. Spesso anzichè guardare ricette dai libri di cucina, che troppe volte sono “sballate”, mi perdo nei vari blog e mi innamoro di varie pietanze, cucinate e fotografate ad hoc.. e allora le rifaccio! Ho tanto da imparare dalle blogger :-))!! Allora venite a vedere di cosa si tratta???

Ingredienti x 2 persone:
trancio di salmone
pera william rossa 
scalogno
mandorle a lamelle
radice di zenzero fresco
prezzemolo
sale grosso
olio extravergine di oliva 



Procedimento:
versate un goccino di olio sul fondo di una teglia (io ho usato la carta forno). Tagliate la pera a fettine molto sottili e disponete due o tre fette sul fondo: spolverate con qualche grano di sale grosso, adagiate il trancio di salmone e condite con altre fettine di pera, pezzetti di zenzero fresco (omesso), fettine di scalogno (io cipolla di tropea), lamelle di mandorle, qualche foglia di prezzemolo. irrorate con un goccino di olio, condite con il sale grosso e infornate a 210° per 15 minuti, poi cuocete per altri 5 minuti con il grill acceso.

Ho gradito molto questo modo alternativo di cucinare il salmone, per l’ottimo abbinamento con la pera e le mandorle, ma sopratutto per la rapidità con cui è possibile prepararlo (adatto per le sere in cui si ha davvero poco tempo da dedicare ai fornelli ma non si vuole rinunciare al gusto)!

Bravissima Martina..come sempre sei una garanzia :)!!Grazieee!!


Torta tenerina

Ho visto questa torta da Martina e subito me ne sono innamorata. Le sue foto parlano da sole, ti fanno venire l’acquolina in bocca appena le vedi. Quando poi leggi il procedimenti e ti rendi conto che in 15 minuti è già pronta da infornare, bhè la voglia di provare a replicarla è immensa. Da li a mettere le mani in pasta, il passo è breve, giusto il tempo di reperire gli ingredienti al supermercato e si parte!
Ho proposto questa torta ad una cena tra amici nonostante non l’avessi mai provata prima, e ho fatto bene! A me è piaciuta tantissimo e a loro anche (almeno cosi mi dicono)!E’ semplicissima da fare quindi merita di essere provata :)!!
Di seguito riporto la ricetta esattamente come l’ha pubblicata Martina, in rosso i miei appunti.

Ingredienti per uno stampo da 28cm (io uno da 18 e 3 stampini da muffin – volevo assaggiarla prima di servirla agli ospiti..non si sa mai):

200g di cioccolato fondente
120g di zucchero
30g di stevia marca Truvia*
3 uova
100g di burro
2 cucchiai di farina
1 pizzico di sale

 * se non usate la stevia usate 200g di zucchero (secondo me si potrebbe scendere anche a 150-170 gr. Quando ho aggiunto tutto lo zucchero pensavo di aver fatto qualche errore visto che i tuorli non si riuscivano a montare da quanto zucchero c’era..poi quando ho aggiunto anche gli albumi montati a neve la situazione è migliorata…però se dovessi rifarla ne metterei meno, anche perchè credo che il gusto non ne risentirebbe) …Ho provato diverse marche di stevia, ma questa è l’unica che mi soddisfa e che dolcifica molto..:se ne usate un’altra marca regolatevi magari assaggiando l’impasto..

Preparazione:

portate il forno a 140°. Sciogliete il burro e il cioccolato a bagno maria e poi lasciate intiepidire. Dividete i tuorli dagli albumi. Montate i tuorli con lo zucchero e poi unitevi il composto burro-cioccolata, il pizzico di sale e la farina. Montate gli albumi a neve e poi incorporateli all’impasto mescolando delicatamente dal basso verso l’alto per non sgonfiali. Imburrate una teglia e infarinatela, versateci il composto e infornate per 40 minuti. (io ho impiegato molto di più a cuocerla, non so perchè. Se dovessi rifarla metterei il forno a 160 per lo stesso tempo, ma credo questo dipenda dal forno di cui si dispone In questo caso la prova stecchino non deve venire “perfetta” nel senso che lo stecchino non deve venir su bagnato, ma nemmeno pulitissimo..visto che la torta deve rimanere umida)
La tenerina deve rimanere bassa…Quando la versate nello stampo l’impasto deve essere alto più o meno 1cm, poi in forno si alza. Sfornate e quando sarà tiepida servitela spolverata di zucchero a velo. Servitela, volendo, con un cucchiaio di panna semimontata a lato.

Per una versione gluten free: sostituite la farina con dell’amido di mais o della fecola di patate.
Per uno stampo da 20cm (come ho usato io): dimezzate le dosi
Per un tocco diverso: aggiungete della scorza grattugiata di arancia

Le calorie di questo dolce: 127Kcal a fetta (se fatta con la stevia, credo che con lo zucchero le calorie salgano, la prossima volta cerco di reperire la Stevia perchè sono curiosa di sentire come incide sul risultato finale)

Buonissimaaa..complimenti Martina :)!


Sachertorte per un evento speciale

Quale evento speciale vi chiedereste voi!! Bhè, il compleanno del mio Lui!! Il suo compleanno cade proprio il giorno successivo al nostro anniversario, quindi per noi c’è un due giorni di festa non-stop!!
Ogni anno mi ritrovo a pensare a quale dolce preparargli, per cercare di stupirlo. Il primo anno gli ho fatto una torta castello, visto che lui ama (e studia anche) il Medioevo, e tutti i castelli. L’impresa è stata titanica, ma ce l’ho fatta, et voilà

(foto pessima ma almeno rende l’idea)!
L’anno scorso una bontà unica, di cui però vi parlerò a breve. Quest’anno invece volevo stupirlo con una torta che è nella top ten delle sue richieste (a dir il vero è nella top ten delle lagne che mi fa quando dichiara che cucino solo cose che mi piacciono…che in parte è anche vero, ma non del tutto :-D)!
Mi sono innamorata di questa torta quando l’ho vista qui, nel bellissimo blog di Tery; mi ha colpito al punto di farmi superare le mie reticenze in fatto di dolci con marmellata (che odio con tutta me stessa, a parte certe crostate, come questa of course)!! Reticenze che sono svanite quando l’ho assaggiata, BUONISSIMA. Di una scioglievolezza in bocca unica, veramente veramente buona.
Allora vi ho incuriositi almeno un po??

Copio di netto la ricetta perchè io non ho apportato alcuna modifica, unica precisazione il diametro della teglia da usare, da 18-20 cm. La Sachertorte deve venire altina, quindi meglio uno stampo piccolino che uno largo :)!

Ingredienti (per una teglia da 20 – io 18 – cm):
150 gr di farina 00
120gr di zucchero + 30 gr di zucchero invertito o miele
5 uova
150 gr di burro
150 gr di cioccolato fondente

Per la farcia:Marmellata di albicocche


Per la copertura:
Marmellata di albicocche
100 gr di latte
200 gr di cioccolato fondente 
Zucchero
(Nella ricetta della Giunti: 100 gr di cioccolato fondente, 70 gr di zucchero, 1 bicchiere d’acqua)


Procedimento:


Lavorare il burro morbido con metà dello zucchero, unirvi il cioccolato fuso a bagnomaria e, mescolando, incorporare i tuorli.


A parte montare a neve fermissima gli albumi, unire il resto dello zucchero e aggiungere un terzo degli albumi al composto di uova.
Poi, un terzo per volta, incorporare gli albumi all’altro composto, alternando con la farina mescolando delicatamente con una spatola.
Versare il composto in uno stampo imburrato e infarinato e cuocere a 180° per circa un’ora.
Lasciare raffreddare e poi tagliare a metà il dolce. Farcire con la marmellata di albicocca e richiudere la torta. Ricoprite anche la superficie con la marmellata e preparate la copertura.


Per la copertura:
Fate bollire latte e zucchero e, quando raggiunge il bollore, spegnere e aggiungere il cioccolato tagliato in piccoli pezzi. Mescolare fino a completo scioglimento del cioccolato.
Far raffreddare per qualche minuto, e versare la copertura sulla torta in modo omogeneo, fino a rivestirla completamente.
a me la glassa non è venuta abbastanza liquida tanto da scivolare sulla torta, se dovessi rifarla aggiungerei più latte o semplicemente un po d’acqua!
Decorare a piacere.

Ovviamente sono consapevole che il mio risultato, da un punto di vista estetico, è ben lontano dal capolavoro di Tery, ma nonostante ciò, sono soddisfatta perchè è buonissima :)!