Monthly Archives: giugno 2013

Di passaggio..per presentarvi lei..

Buongiorno ragazze..sono latente da moltissimo tempo..e mi scuso con tutte voi…
il ritmo è sempre accelerato, e voi pazienti mi date il vostro sostegno, comprendendomi e aspettandomi…..Non so come ringraziarvi…
Non ho ricette da postare, cucino poco e soprattutto per sopravvivenza….ma oggi vi voglio far conoscere un po più da vicino una persona per me speciale…mia mamma…

non è speciale solo perchè mi ha generata, ma è speciale perchè il suo cuore è pieno d’amore per tutti, ingenua e incredula quando riceve calci anzichè carezze come meriterebbe…
da sempre ho avuto l’istinto di proteggerla, perchè lei è una creatura delicata…
spesso questa sua fragilità mi ha fatto arrabbiare, mi è pesata quando avevo voglia di una mamma forte e che fosse una guida..oggi invece gioisco del suo modo di essere perchè è un insegnamento continuo…
la sua dote più grande è scrivere…scrive poesie, racconti, riflessioni….
stamattina ha scritto questa nota, dedicandola a Violetta, una ragazza disabile e totalmente inferma, senza più possibilità di parlare e di muoversi, eccezion fatta per una mano e gli occhi…vigili e attenti…

Ve la lascio…ho pensato che fosse un modo perfetto per ritornare tra voi, e per presentarVi la persona che occupa un posto speciale nel mio cuore….

Da Violetta
Eccomi da  Violetta a ritrovare la sua pace, paziente , attenta …
Come giustificare il troppo tempo trascorso fra mille traffici, pur con il solo mio pensiero rivolto a lei che sempre aspetta?
Mi indica al polso qualcosa, fra braccialetti ed orologio, credo voglia sapere l’ora:
mezzogiorno e un quarto, leggo; ma lei insiste,con un gesto e l’occhio fisso.
Non le interessa l’ora, certo per lei è sempre uguale, non può fare nulla.
Finalmente lo vedo, è un esile braccialetto viola con minuscole scritte bianche.
Leggo:
“da Lourdes ho pregato per te”…Lei annuisce , sottende un sorriso tra
le labbra serrate , ma gli occhi le  s’illuminano, quelli si!
Vuole
dirmi che qualcuno s’è ricordato di lei presso la Vergine , ha pregato
per lei, riportandole quel bracciale, come una continua stretta di mano
dal cielo.
Con quanto poco si rende partecipe della vita  e della speranza una creatura indifesa! Penso.
E subito ho vergogna della mia fretta, delle mie problematiche, del mio tempo speso male.
“Guardate gli uccelli dell’aria, non mietono, non tessono…Eppure il padre li nutre…”
Così come i fili d’erba, esili, crescono per la gratuità di madre natura, per Violetta
è vitale ogni nostra visita,ogni simbolico dono.
Lei vuole ogni volta una testimonianza scritta, per raccogliere e custodire nel quadernone tutti i messaggi  a lei rivolti.
Anche
questo mi fa pensare al tanto tempo sprecato in chiacchiere al
telefonino,o su FB, alle banalità che si scrivono e si dicono,
disperdendo poi tutto senza lasciare il segno.
Ho bisogno di
cercare le parole giuste per farmi capire in questo dialogo a senso
unico dove la risposta è limitata a cenni del capo, al movimento di una
sola mano.

E’difficile  farsi capire e sono
fortunata quando trovo  al suo capezzale la mamma e la cognata, che
sanno meglio interpretare le sue intenzioni, pur fra numerosi tentativi.
Poi quando per me è ora di andare via,non vorrei mai…
Glielo dico una volta, poi mi fermo ancora, le faccio una carezza e lei mi guarda…
Non
riesco ad andarmene soprattutto quando sto per salutarla e le prometto
di tornare al più presto…(Ma aimè non sono mai puntuale)..Allora  le
dico scusa e lei abbozza le spallucce, cercando di alleggerire il mio
impegno nei suoi confronti!
Entrando nella sua stanza con paure,
preoccupazioni, sento di uscirne ricaricata per quel filo conduttore che
unisce il cielo alla terra e passa attraverso la sofferenza.
Ascolto il gemito di chi anela a Dio e si affida fornendo, anche a te, i mezzi per andare oltre il tuo materiale, le tue vanità.
Le scrivo  che lei, creatura fragile, paziente e buona, è prescelta da Dio, esempio grande di bontà.
Ma
lei lo sa già, per questo vuole tutti presenti nei suoi ricordi,
partecipi dell’amicizia e della fede, perché pur non avendo è in grado
di donare molto a tutti… In particolare ci dona “Il senso vero della
vita.”

Grazie Violetta, a presto
Giannetta


Felice con le farfalle allo stomaco!!

45 esami, 7 anni di studio e lavoro intensi, un 106 alla triennale,
…questi i numeri della mia avventura universitaria… 
molte soddisfazioni, qualche boccone amaro….
lacrime infinite…
…di gioia, di rabbia, di stanchezza…di SODDISFAZIONE ….
Molte volte mi sono chiesta dove stessi andando e perchè…
ancora più spesso mi sono chiesta che senso avesse bruciare giornate di vita preziosa sopra quei tomi
…e tantissime volte non ho saputo rispondere..
….oggi riesco a dare un nome a tutto questo: si chiama PASSIONE!
immensa passione per il diritto, per la giustizia…
…tantissima sete di sapere…
ma soprattutto forte desiderio di mettersi “in pari” con il mondo, 
di riscattarmi, di avere quello che la vita mi aveva pesantemente tolto…
Non so quante volte ho maledetto questa scelta fatta in ritardo, 
di rimettermi sui libri, io che un lavoro ce l’avevo già…
ma più la maledivo, più mi impegnavo per finire..
…quasi automaticamente ad ogni esame superato, mi mettevo sotto con quello dopo..
l’università è la tua ancora di salvezza..ti permette di non pensare troppo ai problemi..aggrappati allo studio nei momenti più duri e vai avanti
le parole della mia migliore amica…
con il senno del poi dico che non poteva dirmi parole più vere…
di laureandi ce ne sono tanti..e io non ho nulla di più degli altri,
a parte quel fortissimo senso di orgoglio,
perchè ho lottato con le unghie e con i denti per arrivarci fin qui,
e contrariamente a quanto in tanti mi dicevano, soprattutto all’inizio..
io ci sono arrivata alla fine 😀
Oggi che finalmente salgo nell’ultimo gradino (prima della laurea) 
di questa enorme montagna chiamata giurisprudenza mi sento
di aver VINTO!!! 
VINTO LE MIE PAURE, LE MIE INSICUREZZE, LE MIE STESSE REMORE
e mi ritrovo qui a festeggiare con voi questo enorme traguardo (almeno per me)!

In alto i calici…BRINDIAMOOOOOOOOO :D!!!

E per festeggiare degnamente vi propongo queste mini pavlove…in realtà questa in foto è l’unica mini che ho fatto, era per fare l’assaggio di quella grande che ho preparato per festeggiare la festa della mamma.. ma siccome le foto della grande sono venute pietose (ne ho messa solo una per rendere l’idea) vi mostro questa piccola chicca che per me è bellissima..non escludo che in un futuro buffet (magari proprio quello della mia laurea) io possa realizzare tante mini pavlove. Di seguito vi do le istruzioni per una grande, ma va da se che potete farne cosa più preferite. 
Ingredienti:
150 gr di albumi;
300 di zucchero semolato;
qualche goccia di limone.
Per farcire:
fragole;
panna montata,
zucchero a velo per dolcificare
Procedimento:
Dividete gli albumi dai tuorli e poneteli nella ciotola della planetaria, unite metà zucchero e iniziate a montare con la frusta. Man mano aggiungete il restante zucchero fino ad ottenere un composto fermissimo e ben montato.
Nel mentre prendete un foglio di carta forno e disegnateci il diametro che volete dare alla vs. pavlova (io 26). 
Mettete il composto che avete ottenuto prima in una sac a poche, girate il foglio di carta forno, e partendo dal centro, seguendo il disegno del “vortice” riempite tutta la base. Fate poi i bordi alti almeno un due-tre centimetri. (io ho voluto esagerare, mi sono fatta prendere la mano, ma mi stavo divertendo troppo :DD)!
ora cuocete in forno a 100° per 2 ore, 2 ore e 1/2 mettendo una paletta di legno nella fessura del forno cosi che rimanga sempre aperto.Sfornate la meringa, fatela raffreddare. 
Montate poi la panna montata, dolcificatela a vostro gusto(andateci cauti perchè la meringa è dolcissima di suo), lavate le fragole e tagliatele a vostro piacimento (la mia capacità decorativa è pietosa)!!
Ora riempite la meringa di panna e fragole disponendole come più preferite.

(questa è una foto pessima del risultato..ma ero da mia sorella ed era di sera…tremendamente brutta)