Tag Archives: Pizze e focaccie

Altre Tappe di IfoodinStore e altre ricette da replicare

Vi avevo lasciato con il post precedente preannunciandovi altre tappe del tour #ifoodinstore e ora sono qui per fare un piccolo resoconto dei due appuntamenti presso gli Scavolini Store di Urbino e di Jesi.

Sempre insieme alla mia compagna di avventure Annalaura di Forchetta e Pennello, ci siamo divertite a spignattare davanti ad un pubblico attento e curioso. Il tutto circondate dalle favolose cucine Scavolini.

Come di consueto ad aiutarci chiamiamo persone del pubblico che hanno la curiosità di mettere le mani in pasta insieme a noi. Le Signore si divertono e noi ancora di più :)!

Ogni evento ha un suo tema: per Urbino abbiamo scelto di festeggiare l’imminente Festa del Papà!!

 Annalaura ha preparato le Zeppole di San Giuseppe e io un tiramisù pastorizzato. Dunque non una ricetta ma un metodo per mangiare un tiramisù fatto in casa in tutta sicurezza. Si perchè grazie al processo di pastorizzazione da fare facilmente a casa (anche senza termometro) si riesce ad azzerare la carica batterica dell’uovo crudo evitando rischi quali la salmonella.

Per l’evento di Jesi invece abbiamo deciso di concentrarci sul tema pic nic primaverile, complice le bellissime giornate che si stanno susseguendo da un mesetto a questa parte. Per l’occasione dunque le ricette dovevano rispondere all’esigenza di essere gustabili durante un pic nic. Così io ho preparato delle pizze al formaggio smart con lievito istantaneo, in versione monoporzione, adatte ad essere gustate all’aria aperta mentre Annalaura si è dedicata al dessert preparando delle tortine in vasetto. Una bontà!!

Allora prima di salutarvi con gli auguri Pasquali vi lascio le ricette del tiramisù pastorizzato e della pizza al formaggio pasquale, magari da preparare e servire proprio durante le imminenti festività :)!TIRAMISU’ PASTORIZZATO (per circa 12-13 bicchierini monoporzione)
Ingredienti:
3 uova
3 cucchiai di zucchero
250 gr di mascarpone
2 pacchetti di pavesini
acqua
caffè (da moka) (circa mezzo bicchiere)
cacao per spolverare
Procedimento:
separate i tuorli dagli albumi. in un pentolino fate andare 1 cucchiaio e mezzo di zucchero con un pochino d’acqua (sufficiente per far sciogliere lo zucchero equivalente a 2-3 cucchiai d’acqua) e fate bollire fino a 121 gradi. Se non avete il termometro, la temperatura sarà raggiunta quando l’acqua e zucchero inizierà a bollire formando tante bolle in superficie.
Versate lo sciroppo di zucchero cosi creato sui tuorli e montateli finchè il composto non si sarà raffreddato. Ponete da parte. Procedete allo stesso modo per gli albumi.
aggiungete il mascarpone alla montata di tuorli, amalgamando con la frusta a mano. Quando anche la montata degli albumi si sarà raffreddata aggiungetela man mano al composto di mascarpone e tuorli, amalgamando con una spatola delicatamente con movimenti dal basso verso l’alto.
Ponete il composto in una sac a poche.
Prendete i bicchierini, inzuppate un pavesino nel caffe e dividetelo a metà e ponetelo nel fondo del bicchierino. Fate uno strato di crema e ancora un altro strato di pavesini (ne basterà sempre uno imbevuto nel caffè) e ancora crema. Proseguite cosi con tutti i bicchierini e riponete in frigo. Poco prima di servirli spolverateli con del cacao in polvere setacciato.
NOTA BENE: se si vuole un composto più sodo sostituire gli albumi con 200 ml di panna fresca ben montata a neve e proseguite come scritto in ricetta. in questo caso tutto lo zucchero previsto dovrà essere usato per fare lo sciroppo da aggiungere ai tuorli.

Ricetta delle Pizze al formaggio con lievito istantaneo

ricetta pizza al formaggio con lievito istantaneo

PIZZA AL FORMAGGIO CON LIEVITO ISTANTANEO (per uno stampo da plume cake o per circa 40 mini muffin)
Ingredienti:
3 uova;
2 tazzine da caffè di latte;
1 tazzina da caffè di olio di semi;
150 gr di farina 00;
1 h di pecorino romano grattugiato;
50 gr di parmigiano grattugiato;
1 bustina di lievito istantaneo per torte salate;
1 pizzico di sale (facoltativo)
pepe a volontà
1h di pecorino fresco (valmetauro o colline marchigiane)
1h di leerdammer o emmenthal

Procedimento:
sbattete bene le uova, aggiungete il latte e l’olio, la farina, il lievito, i due formaggi grattugiati, pepe e sale (assaggiate prima se non vi sembra necessario omettetelo). Aggiungete il formaggio a cubetti piccoli.
Ponete in uno stampo da plumecake coperto da carta forno o nei pirottini l’equivalente di un cucchiaino di impasto (aiutandovi con due cucchiaini per far scivolare l’impasto).
Cuocete a 180° per circa 30 min.
NOTA BENE: se volete le cupole ben tonde potete aggiungere i cubetti di formaggio man mano nei pirottini, a cui aggiungerete sopra l’impasto. cosi l’impasto si gonfierà senza avere inestetismi in superficie.

Per la versione classica della pizza al formaggio (con lievito di birra) la ricetta la trovate qui

Grazie ai titolari degli Scavolini store di Urbino e di Jesi per la calorosa accoglienza e alla disponibilità nell’accogliere due pazze come me e Annalaura nei loro meravigliosi Store. Un ringraziamento speciale va ad Ifood che ha reso possibile tutto questo 🙂

A voi tanti auguri d buona Pasqua..e se provate le mie ricette fatemi sapere :)!!


Focaccia/pizza soffice

DSC_1042 modificata

(altro…)


Danubio con una briciola di lievito – sospesa tra passato e futuro

Sospesa. Cosi mi sento ora. Sospesa tra ciò che è stato e ciò che sarà. In un presente preludio di novità e nostalgico del passato. Presente che conservo come fossero le ultime boccate d’ossigeno prima di andare in apnea, immersa in un mondo nuovo..completamente sconosciuto. Un pesce fuor d’acqua.

Ora che mi è concesso respirare, lo faccio a fondo. Penso e ripenso. Non mi fermo. Viaggio con la mente. Torno indietro ai ricordi più cari, ai momenti più duri, ai pianti più disperati.
Rivivo il mio primo giorno di lavoro. Ricordo. Osservo con occhi nuovi ciò che è stato. Poi penso al futuro. Lo immagino e mi spavento. Quindi mi fermo. Il futuro mi attende, mi tende la mano e io resisto. Tergiverso. Mi cullo di certezze che fino a ieri erano prigione.

In questa terra di mezzo tra il prima e il dopo isso la mia bandiera. Per arrivare fin qui ho sudato tanto, lottato tanto, sconfitto mostri. E ora che ci sono, vacillo. Desisto. Faccio incetta di energie. Conservo lezioni di vita. Lascio un pezzettino del mio cuore in quella scrivania che è stato il mio primo nido, dove sono spuntate quelle “piume” chiamate insegnamenti.

Il momento di spiccare il volo è arrivato. Mi asciugo le lacrime e riprendo il cammino verso nuovi orizzonti, portando con me sorrisi ed abbracci, esperienze, emozioni e la grinta che è da sempre il mio cavallo di battaglia nella vita.

E mentre scrivo mi accorgo che il domani è già divenuto oggi, che la nuova avventura è già iniziata in questo limbo tra ieri e domani. Si chiama presente e ha il sapore forte della vita!!

Anche questo Danubio faceva parte del buffet per il compleanno del nipotino. La ricetta è quella di Tery di Peperoni e Patate ma l’ho riadattata ai miei tempi, prolungando la lievitazione (e ovviamente abbassando il lievito) e aumentando le quantità di liquidi (che a mio avviso erano davvero pochi nella ricetta originale).

Ingredienti:
Per l’impasto
2 gr di lievito di birra;
500 gr di farina (300 manitoba, 300 farina 00);
300 – 350 ml di latte ( a seconda dell’assorbimento della farina);
3 tuorli e 1 uovo intero;
1 cucchiaino di miele;
130 gr di burro;
20 gr di zucchero;
10 gr di sale.

Per il ripieno
200 gr di provolone dolce;
200 gr di prosciutto cotto in cubetti.

Procedimento:
Sciogliete il lievito nel latte tiepido insieme al cucchiaino di miele. Una volta sciolto aggiungete la farina e iniziate ad impastare. Unite l’uovo intero e due tuorli (il terzo tenetelo da parte), lo zucchero ed impastate fino ad assorbimento. 
A questo punto aggiungete l’ultmo tuorlo rimasto con il sale e fate assimilare completamente all’impasto.
Quando le uova saranno completamente amalgamate unite il burro un po per volta, Non aggiungete nuovi pezzi finchè quelli precedentemente inseriti non saranno stati assorbiti dall’impasto.
Continuate ad impastare fino a che l’impasto non si sia incordato (cioè deve diventare lucido, elastico e pulire la ciotola).
Per verificare se siete giunti ad incordatura potete fare la prova del velo: prelevate un pezzetto di impasto, allargatelo con le dita come a volerlo stendere fino a vederne la trasprarenza. Se non si rompe in questa operazione vuol dire che l’impasto è incordato. Viceversa dovrete continuare ad impastare fino a che la prova velo non sarà superata.
Quando l’impasto sarà incordato mettete a lievitare in una ciotola fino al raddoppio (ci vorranno 8-10 ore. Per questo ho impastato di sera e lasciato lievitare tutta la notte).
Trascorso il tempo necessario sgonfiate l’impasto e formate un salsicciotto (come quando fate gli gnocchi ma più grande).
Da questo ricavatene tanti pezzetti da circa 30 grammi l’uno…schiacciateli e formate dei dischi dove aggiungerete la farcitura e richiuderete a palla. 
Nel sigillare cercate di stendere la superficie della pasta in modo da non formare grinze e avere un effetto liscio.
Formate tutte le palline, e disponetele su due teglie diam. 21 (o una più grande) coperte da carta forno posizionandole molto vicine l’un l’altra ma non attaccate (per lasciare spazio alla lievitazione). 
Coprite le teglie con pellicola e lasciate lievitare fino al raddoppio.
Spennellate con del latte o del tuorlo sbattuto (stavolta ho fatto con tuorlo ma preferisco di gran lunga il latte) e infine cuocete in forno caldo a 220° per 15 minuti.
Per il procedimento a mano andate da Tery.


Pizza al formaggio con una briciola di lievito di birra

Non so dalle vostre parti, ma dalle mie, uno dei piatti più tradizionali del periodo pasquale è la pizza al formaggio..
Si discute da sempre se la paternità di una simile prelibatezza sia degli umbri o dei marchigiani..fatto sta che in quel di Jesi, zona in cui vivo, è molto radicata come tradizione. Non è Pasqua senza una fettina di questa delizia.
Ovviamente ognuno in zona ha la sua versione (con il latte, senza latte, con solo pecorino, con solo hemmental, con entrambe..) ma la costante per tutte è una sola: abbondante lievito!! Non c’è ricetta che io abbia avuto modo di conoscere, che non contenga almeno un cubetto di lievito. E quando dico almeno, vuol dire che ho sentito anche parlare di 2 etti (si avete letto bene, due etti) di lievito.
Si sa, le ricette di una volta, sono sempre molto cariche di questo componente, quasi come se si tema che con quantità più modeste, il prodotto finale venga un mattone!! 
Credenze popolari ovviamente….che io oggi mi assumo la responsabilità di SMENTIRE!!
Ho voluto sfidare ogni legge sulla lievitazione e dopo un breve consulto con delle esperte in fatto di lievitazione (Martina e Teresa tanto per capirci) ho temerariamente eliminato quasi tutto il lievito..lasciandone una misera briciola..precisamente 2 grammi di quello fresco.
Si sa…da 2 etti a 2 grammi…la sfida è ardua…
Ma io adoro le sfide…..e posso dire di aver VINTO!!!! la ricetta base è quella di Paoletta al lievito naturale, convertita con solo lievito di birra.

Seguitemi se siete curiosi anche voi di capire come diavolo è stato possibile realizzare un prodotto sofficissimo con un briciolo di lievito!!


Ingredienti per 2 pizze (una cotta in una teglia svasata delle dimensioni di cm12 sul fondo, 20 in alto e alta 11 cm e un’altra da budino base 9,5 cm, apertura superiore 18-19 cm, alta 8cm – ma per la seconda più piccolina va bene anche uno stampo per panettone basso da 500gr)

180 gr di farina 00
180 gr di farina forte (o manitoba)
2 gr di lievito
100 gr di acqua
5 uova,
120 gr di pecorino grattugiato
120 gr di parmigiano grattugiato
250 gr di formaggio da fare a cubetti metà hemmental, metà pecorino (ma potete scegliere quelli che più vi aggradano)
5 cucchiai di olio evo
50 gr di strutto (insostituibile)
1 cucchiaino di sale,
1 cucchiaino di zucchero
pepe abbondante

Procedimento a macchina:
Inizio impasto ore 21

nella ciotola della planetaria, con la foglia, unite acqua, zucchero e lievito, fate sciogliere bene e aggiungete poca farina e impastate. Unite il primo uovo, fate assorbire e aggiungete ancora farina. Continuate alternando uova e farina fino ad esaurimento. A questo punto fate andare la macchina finchè l’impasto non risulterà incordato (cioè si avvolgerà integralmente alla foglia). Ci vorrà parecchio ma insistete perchè man mano si incorderà. Se non ne vuole sapere aggiungete poca poca farina. Ogni tanto fermate la macchina e ribaltate con una spatola l’impasto, facendolo riposare qualche minuto. Questo aiuterà l’impasto ad incordare.
Una volta incordato aggiungete i formaggi grattugiati, il sale e il pepe. Fate reincordare, aggiungete l’olio a filo e una volto assorbito aggiungete lo strutto poco alla volta, facendolo assorbire molto bene.
Impastare ancora molto bene, sempre con la foglia, fino a che l’impasto risulterà ben incordato. E’ pronto quando, prendendolo in mano, questo si staccherà dalla ciotola in un solo pezzo.
Mettete il gancio e aggiungete i formaggi a tocchi un po grandi (se sono troppo piccoli rischiate di non vederli nemmeno quando fettate la pizza). 
Se non volete unirli cosi, potete unirli manualmente una volta messa la pizza nello stampo anche se il risultato estetico non sarà lo stesso perchè si vedranno tutti i buchetti.
Riprendere l’impasto, dividerlo 2/3 per la teglia più grande e 1/3 nella più piccola,  riporli ciascuno nella rispettiva ciotola cercando di non far emergere i pezzi di formaggio in superficie e copriamole con pellicola.
A questo punto abbiamo due possibilità. 
Se l’indomani mattina vogliamo cuocere le pizze intorno alle 8 di mattina, allora le mettiamo a lievitare in forno spento a luce accesa. La mattina successiva saranno ben lievitate e pronte per la cottura. Se invece dobbiamo uscire e vogliamo cuocerle in tarda mattinata le mettiamo a lievitare a temperatura ambiente (sempre in forno ma a luce spenta). Cosi per le 11 – 11.30 del mattino saranno pronte per la cottura.
Preriscaldate il forno a 210 gradi, mettendo la leccarda del forno nella posizione più bassa e versateci un bicchiere d’acqua (che produrrà il vapore ed impedirà alle pizze di formare la crosta in superficie troppo presto). Infornate le pizze nella posizione subito sopra la leccarda, nella parte inferiore del forno (questa posizione permetterà alle pizze di cuocerci bene sotto ed evitare di stare a contatto con la griglia superiore che potrebbe farla bruciare esternamente e non cuocere bene dentro) e fate andare per 20 minuti. Poi cuocete altri 40 minuti a 180-190°. Se a metà cottura notate che la pizza si è già colorita come se fosse cotta, aggiungete la carta stagnola fino a fine cottura. Verificate la cottura già dopo 50 min, con uno stecchino lungo da spiedino.
Sfornate e ponete a testa in giu a raffreddare. Si conserva bene per 5-6 giorni, sempre che ci arrivi e non venga spolverata prima 😀


Pizzette da buffet

toc toc…c’è nessuno????

torno di nuovo in punta di piedi (sembra essere la mia specialità) e provo a
spiegare che fine ho fatto….

…dunque dove siete rimasti?… ah si la
mia laurea, il post per i formaggi della Svizzera e quello per Vaty..la mia
amica speciale…
poi niente..sono sparita..e purtroppo
no..non sono andata in una di quelle belle isole esotiche a spaparanzarmi al
sole…magariiiiiiiiiiiiiiii!!

E’ successo che dopo tutto quello stress ho avuto repulsione per qualsiasi tipo
di impegno, obbligo, dovere….e ho staccato la spina…ma staccato proprio!
Non potendo prendermi ferie a lavoro me le sono prese per tutto il resto…dallo
sport, alle uscite con le amiche, passando per il blog!!
Non avrei mai immaginato che tutto quello
stress presentasse cosi presto il conto..e sbagliavo..tra l’altro un conto
piuttosto salato!! 
Non avere più nessun obiettivo da
raggiungere mi ha un po disorientata..facendomi smarrire la bussola!!
Mi sono domandata cosa avrei voluto fare da grande ma non riuscivo a darmi
risposta alcuna…
Da parte mia avrei tanto voluto trovare un
lavoro stimolante, non dall’altro capo del mondo, che mi desse sicurezza e
stabilità, che insomma ponesse le basi per costruire una famiglia serena….
…ma non facevo i conti con la
realtà…fatta di disoccupazione, di una marea di giovani preparatissimi in
cerca di impiego, che pur di entrare nel mondo del lavoro, fanno carte false,
accettando tutte le rinunce del caso (es. allontanandosi dagli affetti,
viaggiando, essendo flessibili e adattabili a qualsiasi situazione)…per un po
ho pensato che potessi farlo anche io…ma mi sbagliavo!! Non sono una 24 enne
neolaureata, pronta ad espatriare…no!! Sono una donna, ho 32 anni e un lavoro
part-time..che per quanto non ami, mi ha comunque permesso di arrivare fin
qui…e non lo posso mollare per inseguire sogni di gloria!!!
Mai lasciare il certo per l’incerto…e
credetemi..fuori non c’è solo l’incerto..ma il buio pesto!!
Ma la cosa più grave di questo periodo è
che nel tram tram della confusione mentale non riuscivo più a sentire la mia
voce…quello che nel suo cuore Sara vuole veramente! E’ un po come se i miei
sogni fossero entrati in conflitto tra di loro..da una parte la Sara che ha
voglia di arrivare professionalmente, che non ha paura di nessuno scoglio e che
è pronta ancora a lottare per arrivare dove vuole..e dall’altra la Sara donna,
futura moglie, desiderosa di dare spazio anche a quell’istinto naturale di noi
donne: procreare!!
Sarei scesa a compromessi per conciliare questi due sogni….ma non ho trovato
la strada!!

Cosi, ho fermato tutto e me ne sono stata un po in solitaria….mi sono leccata
un po di ferite, mi sono anche disperata!!
Per poi concludere che non ci sono sogni più meritevoli di altri..che non è
mettendo a tacere la Sara che vuole arrivare professionalmente che diventerò
una felice moglie e mamma….

Lotterò per realizzare tutti i miei sogni..quelli
professionali e quelli privati e familiari….contemporaneamente..come ho
sempre fatto!!
E quando sarò stanca mi fermerò come ho fatto adesso..perchè solo il tempo può
fare chiarezza nei propri cuori!!
E ora fatemi l’in bocca a lupo..che a gennaio la sottoscritta inizia una nuova
avventura: la pratica forense :)!!!

Queste pizzette le ho fatte una sera dopocena, quando
l’uomo era a fare il turno di notte a lavoro, per preparargli in gran segreto
un mini rinfresco il pomeriggio seguente, da gustare con altri 3 suoi amici,
che ho invitato a venire con tanto di x-box e joystick al seguito…
Lui ignaro di tutto si aspettava la visita dell’idraulico (scusa ad-hoc per non
farlo trovare in pigiama :D)…
invece poco dopo i 4 “idraulici”
stavano a giocare come i bambini all’x-box…con somma gioia della sottoscritta
che era a lavoro e gongolava pensando che finalmente il suo “pupillo”
stava trascorrendo ore spensierate con i suoi amici dopo lo stress da laurea
(eh si…qui è arrivato un altro laureato in casa ..fuori dalla porta pensavo
di appendere la scritta “da 3 anni sforniamo laureati” ahahahahah )!
La ricetta l’ho presa qui dalla bravissima Tania..le ho fatte
tantissime volte e sono una garanzia..rapide, gustose..si spazzolano in 5
minuti..provare per credere 😀 (attenzione..creano dipendenzaaaa)!!!

Per Condire:
Passata di pomodoro (io mutti)
Olio di oliva
Scamorza o mozzarella
Origano
Sale
Olive, Prosciutto, ecc. 


Procedimento
Sciogliere il lievito in poca acqua tiepida con lo zucchero, unirlo alla farina, l’olio e il sale e impastare aggiundendo l’acqua rimanente un po’ per volta. Lavorare l’impasto per circa 10′ finché no si sarà formata una palla elastica (io ho usato la macchina del pane per celerità). Trasferire il tutto in una terrina, coprirla (io uso il sacchetto di plastica per alimenti) e la lasciarla lievitare fino al raddoppio (circa 2 ore). Trascorso il tempo sgonfiarla e stenderla con le mani o col mattarello a uno spessore di circa 5mm (io l’ho fatta troppo sottile..la prossima volta tenterò di rispettare lo spessore). Con un coppapasta di circa 6cm ricavare dei dischetti e sistemarli in una teglia unta d’olio o su carta forno, coprirli e lasciarli lievitare per 20′.
In una ciotola mescolare la passata di pomodoro, olio e sale. Porre un po’ di salsa sulle pizzette, mettere un pezzo di mozzarella o scamorza, e cospargere con origano. Infornare in forno caldo a 220° per 10-15′ (non cuocetele troppo perchè se non vengono servite subito vanno riscaldate di nuovo con rischio che si secchino troppo).


Di obiettivi, di vittorie e di focacce

“Diritto privato mezzo avvocato”…queste una delle frasi più gettonate nei corridoi di giurisprudenza…e quando sei appena una matricola il pensiero di perderti tra i quasi 3000 articoli del codice civile, con numeri e frasi da ricordare e saper spiegare, ti assilla e ti turba non poco!! 
Quando riesci a superarlo, ti senti un genio…ma non immagini cosa ti aspetta di li a poco ..altri  codici, altri articoli e altre definizioni da studiare, comprendere e ricordare! 
E cosi arriva diritto penale e i suoi reati, diritto commerciale e i suoi 3 volumi da spulciare….
Ma il vero, temibile e terribile scoglio è l’innominabile DIRITTO PROCESSUALE CIVILE! 
Ora capisco perchè l’hanno messo alla fine…si presume che se hai resistito fin li, ti sei fatto le ossa per affrontare l’ultimo vero mostro che ti separa dalla laurea, da quel titolo tanto sudato ed ambito!!
Con molti meno articoli del codice civile, è notevolmente più temibile di diritto privato, commerciale e costituzionale messi insieme…è l’apoteosi delle scienze giuridiche. Per me entra a pieno titolo tra le materie che ti portano alla deriva mentale!! E io ci sono quasi arrivata…
Ma sarà stata la coccinella che mi ha portato fortuna (ma lo sapete che mi hanno chiesto proprio il 615???), la devozione con cui mi ci sono dedicata, la grinta e la voglia di finire di cui vi parlavo nel post scorso, fatto sta che quello scoglio, da giovedi, è per me solo un ricordo.

Con 40 esami all’attivo, posso senza dubbio affermare che questo è quello che mi ha provocato più stress ed ansia, ma al contempo anche più emozioni  e soddisfazione.
Tante le dimostrazioni di stima che ne sono susseguite..davvero davvero tante!!Alcune di voi, carissime, sono state in ansia con me, mi hanno supportato, incoraggiato, aiutato a capire (vero dolcissima Vaty?)…e mi hanno lasciato messaggi per sapere…non vi ringrazierò mai abbastanza!!!

Tra queste dimostrazioni ce n’è una però che mi ha toccato profondamente: una persona per me speciale, un avvocato,  un maestro, un secondo padre praticamente, che ha fatto nascere in me la passione per il diritto, che ha creduto in me anche quando nessuno ci credeva (nemmeno io), quando ero una semplice (nel senso genuino del termine) impiegata con qualche ambizione e mille paure…  
Ecco, proprio lui un domani, mi vorrebbe a lavorare da lui, nonostante la mia età, la mia inesperienza e le mie assolute insicurezze!!!
Non so se questo sogno si avvererà mai, ma già sapere che ha pensato a me per riempire una delle stanze del suo studio, a me fa sognare e sperare!! Il sapore della vittoria ha un gusto nuovo e migliore ora!!

Il mio primo vero obiettivo del 2013 è stato raggiunto!!

Mentre mi godo questo momento magico guardo già al prossimo obbiettivo con una grinta e una voglia di fare come non ricordavo da tanto!!

VOLERE E’ POTERE….bisogna tenerlo sempre a mente||


La ricetta è del mitico Bonci…una garanzia in fatto di pizza.

Ingredienti: 
1 kg di farina (500 gr manitoba, 500 farina 00′)
700 gr di acqua
2 cucchiai di olio
7 gr di lievito secco
15-18 gr di sale
Per il  ripieno:
spinaci teneri e freschissimi;
mortadella o affettati di vostro gradimento
Procedimento:
la sera precedente a quando volte gustarla, ore 19

In una ciotola inserire la farina e il lievito secco, aggiungete man mano l’acqua, mescolando con una forchetta senza curarvi che l’impasto è molle, appiccicoso e non ha ancora assorbito la farina.. aggiungere poi il sale  (attenzione, aggiungere il sale solo a questo punto, evitando cosi di farlo entrare in contatto con il lievito) continuando ad amalgamare a seguire l’olio…formare una palla (anche se non liscia e non completamente e ben legata). Chiudere la ciotola (anche con pellicola) e porre nel ripiano più basso del frigo, dove vanno le verdure.

Il giorno successivo
Intorno alle 19 di sera, dividere l’impasto in due parti (Bonci suggerisce 300 gr di impasto per teglia ma io ho diviso in 2 per comodità)…stenderle delicatamente con le mani (assolutamente vietato stenderla con il mattarello).
In una teglia unta con un po d’olio, riponete il primo strato di focaccia, a seguire gli spinaci crudi, un po di sale e infine l’altro strato di focaccia, sigillando i bordi facendovi un po di pressione.
Per maggiori dettagli vi rimando a questo fantastico video che è esplicativo di tutto.
Il risultato è simile ad un guanciale :))!!
Spargete un filo d’olio sulla superficie e cuocete in forno ben caldo a 240 gradi 10 min circa in basso (regolatevi voi quando ha preso colore) e altri 10 circa sopra.

Farcitela con affettati misti come preferite!!


Piadina light o quasi!!

Reduce da una domenica in campagna con un gruppo di amici “speciali”, che hanno reso la giornata davvero bella, devo ancora riprendermi dalle fatiche, anche se lo rifarei altre 1000 volte!! stare tutti insieme, giocare a bombe d’acqua come forse non facevo da almeno 15 anni (ma facciamo pure di più), mangiare, anzi strafogarsi, chiacchierare, chiacchierare e ancora chiacchierare, ma soprattutto ridere e divertirsi è davvero entusiasmante. Sono per giornate come queste che vale la pena sbattersi per organizzare tutto, per rimettere tutto apposto dopo, spendere qualche soldino!! Si perchè veramente gli amici, quelli veri e sinceri, hanno la possibilità di farti dimenticare i pesi della vita quotidiana, spazzare via la monotonia e metterci al suo posto un sorriso che va da parte a parte del viso :)! Peccato che ancora non ho le foto di quella giornata, sennò vi avrei mostrato qualche scatto che rende sicuramente meglio l’idea di cosa sto parlando…se riesco però ve le pubblicherò :)!
Oggi vi lascio con questo esperimento ben riuscito..la piadina leggera. Non so se lo sapevate, ma io ho il pallino degli alimenti gustosi con pochi grassi. Questo non significa che io stia perennemente a dieta, anzi come raccontavo qualche post fa, le diete non fanno proprio per me. Ma in qualità di food blogger, mi stimola da morire la ricerca di alimenti sani e leggeri, che abbiano però quel sapore unico, che rende gustoso anche un piatto light!Dico sempre che se un piatto è ricco di grassi e di condimenti, è quasi scontato che sia gustoso..la sfida vera è invece riuscire ad elaborare piatti light, altrettanto invitanti ed appetibili di quelli calorici!! E questa piadina nasce proprio dall’aver accettato questa sfida…giudicate voi il risultato!!

Ingredienti (per 3-4 piadine):
250 gr di farina;
125 gr di acqua;
1 punta di cucchiaino di bicarbonato;
25 gr di olio extravergine di oliva;
1 cucchiaino di sale.

Procedimento:
amalgamate insieme tutti gli ingredienti finché non ottenete una palla liscia ed elastica. lasciatela riposare una mezz’oretta coperta da pellicola. Dividere in palline e stenderle sottilmente, spolverando il piano di farina per evitare che si buchi.
Cuocetele su di una piastra o una padella antiaderente, senza farle seccare troppo. Devono rimanere morbide.

Ora farcitele a piacere e buon appetito :D!!
p.s.: le foto sono terrificanti, ma l’ho provata svariati mesi fa e ancora non curavo troppo l’aspetto estetico delle mie preparazioni (non che adesso abbia fatto passi da gigante, ma mi sembrano più presentabili le foto attuali) :D!


Pizza al formaggio per augurarvi Buona Pasqua :))!!

eccomi qui..giusta giusta per augurarvi buona Pasqua!!! mi dispiaceva lasciarvi senza ricettina proprio per questa festività, cosi ho pensato di salutarvi con quella che qui nelle marche è la ricetta di Pasqua per eccellenza: la pizza al formaggio. In particolar modo nella mia città (Jesi) la pizza al formaggio è un must..difficile però attribuire la paternità a questa o quella regione..ognuno ha la sua versione.
La prima ricetta che ho sperimentato è quella della bravissima Martina, mia conterranea trapiantata a Bologna, che nel suo blog ha pubblicato la ricetta della Pizza di Jesi…non potevo esimermi dal testarla ed è stato un bene perchè mi ha permesso di prendere confidenza con questi impasti (l’ho sperimentata esattamente un anno fa) e ottenere un prodotto davvero buono.
Quest anno volevo ritentarla, però avevo voglia di farla con il mio amato lievito naturale (poverino..l’ho trascurato tantissimo in questo periodo, ma poi l’ho coccolato come un figlio e si è ripreso alla grande!!)..cosi ho chiesta alla carissima Paoletta e lei mi ha indicato la sua ricetta della pizza al formaggio con lievito naturale e non ho resistito….mi sono permessa di togliere il lievito di birra e devo dire che il risultato non mi ha deluso!

Ingredienti:
230 gr di lievito madre
175 gr di farina manitoba
175 gr di farina 0
120 gr di pecorino grattugiato
120 gr. di parmigiano grattugiato
80 gr di pecorino a pezzetti o provolone piccante (io molto di più..almeno 150 gr tra emmental e pecorino)
50 gr di strutto (io tre cucchiai)
5 cucchiai di olio extra vergine di oliva
1 cucchiaino colmo di sale
1 cucchiaino di pepe (abbondante)
1 cucchiaino di zucchero
5 uova
100 gr di acqua
8 gr di lievito di birra fresco (omesso
Procedimento:
Prendere 230 gr di lievito madre (rinfrescato due volte) e scioglierlo a pezzetti in 100 gr di acqua con lo zucchero e il lievito di birra.
Aggiungere poca farina e impastare. Unire il primo uovo, far assorbire e aggiungere ancora farina.
Continuare alternando uova e farina fino ad esaurimento, lasciando però un paio di cucchiai di farina per lo spolvero finale.
Aggiungere pian piano i formaggi grattugiati, unire il sale e il pepe. Il composto sarà morbido, ma si dovrà cercare di incordare il più possibile, con la planetaria usando la foglia, a mano mescolando l’impasto in ciotola fino a che questo sarà bello lucido ed elastico. E io qui ho avuto il mio bel da fare..alla fine ce l’ho fatta, aggiungendo anche 2-3 cucchiai di farina perchè l’impasto era davvero molle)
Unire l’olio a filo, spolverare con la farina rimasta, far assorbire e aggiungere lo strutto poco alla volta, facendolo assorbire molto bene.
Impastare ancora molto bene, sempre con la foglia, fino a che l’impasto sarà bello incordato, è pronto quando, prendendolo in mano, questo si staccherà dalla ciotola in un solo pezzo.
A questo punto togliere la foglia, mettere il gancio e aggiungere il formaggio a pezzetti impastando ancora 7/8 minuti per incorporare quest’ultimo e completare l’incordatura.
Riprendere l’impasto, formare una palla e porlo in una ciotola a temperatura ambiente per 30/40 minuti.
Dopodiché ungere uno stampo per pizze di Pasqua della capienza di circa 2,5 lt.(con queste dosi me ne sono venute 2, una piccolina che ho cotto in uno stampo da panettone da 500 gr e il restante su uno stampo uguale a quello che indica Paoletta)
Fare una piega del tipo 1, poi chiudere l’impasto a palla e porlo nello stampo lasciandolo lievitare fino a che raggiunge il bordo. (io ho impastato la sera dopocena e ho cotto la mattina)
Infornare a 200° / 210° per 20 minuti, poi abbassare la temperatura a 180° / 190° per altri 40 minuti. Per le temperature regolarsi secondo il proprio forno.
La torta sarà pronta quando, infilando un grosso stecchino al centro, questo uscirà asciutto e pulito, potrete controllare anche dopo 50 minuti.
note: per chi non ha il lievito madre, è possibile usare una biga preparata con 150 gr di farina mista tra manitoba e 0, 1,5 gr di lievito di birra fresco e 80 gr di acqua, e lasciarla fermentare per 16/18 ore circa.

Particolare interno
Purtroppo non ho potuto mostrare l’interno della pizza più grande visto che la devo portare ai suoceri domani, ma anche la piccolina rende bene l’idea :))!
Auguri a tutti :DD! 

la Mia Pizza simil-napoletana!!!

Una delle mie prime fisse in fatto di cucina è stata la pizza. Era un mio cruccio. Per me, era una grande sfida riuscire a farla decente. Ho sempre odiato la pizza domestica, alta,  che difficilmente si cuoce in modo uniforme e soprattutto un mattone da digerire, specie per chi come me ha problemi digestivi non indifferenti.
Cosi, come già dicevo qui, nei lunghi dialoghi virtuali con Tery abbiamo cercato nel web una ricetta che potesse essere replicata in casa e l’abbiamo trovata.
L’autore di questa ricetta è il Maestro Adriano e l’ho scovata per caso in un forum di cucina, ho controllato se lui stesso l’avesse già pubblicata sul suo blog, ma niente…quindi per rispetto suo, non lo farò nemmeno io. Però vorrei fare un post per dare qualche suggerimento, cosi che anche con le vostre ricette, possiate realizzare una buona pizza. Non vogliatemene per questo post misterioso..spero che comprendiate :))!
REGOLA NR.1:
Gli ingredienti: 
sono solo 4: acqua, farina, lievito (pochissimo), sale. Niente olio, latte, zucchero e chi più ne ha più ne metta. La vera pizza napoletana non prevede nessun altro ingrediente;
REGOLA NR.2:
la lievitazione:
la pizza per essere digeribile deve contenere pochissimissimo lievito (una briciola proprio) e una lunga lievitazione, che oscilla dalle 10 alle 12 ore! meno lievito si mette e più le ore di lievitazione aumentano (non oltre le 12 h cmq).
REGOLA NR.3:
la stesura:
non usare MAI il mattarello…stendere SOLO ed ESCLUSIVAMENTE con le mani!!con il mattarello si rischia di perdere tutte le belle bolle d’aria che si sono formate in lievitazione e che rendono la pizza soffice e gustosa…con quel cornicione bello alto!! 
REGOLA NR.4:
farina da usare in stesura:
in questa fase poi la farina che dovete utilizzare è la farina di semola di grano duro. quest’ultimo trucco l’ho scoperto di recente guardando un video del Bonci…che spiegava come la farina bianca, se aggiunta a fine lievitazione, non è sottoposta a quel processo che elimina gli enzimi non digeribili rendendola facilmente digeribile.  Questo invece non accade con la semola di grano duro che non presenta questi problemi.
REGOLA NR.5:
condimento:
ovviamente il condimento è libero. Ma dopo svariate prove mi sento di consigliarvi la passata di pomodoro della Mutti. Non mi paga nessuno per questa pubblicità, ma posso senza ombra di dubbio  sostenere, che la sua consistenza e il suo sapore fanno davvero la differenza.
REGOLA NR.6:
la cottura:
per ottenere un risultato più vicino possibile ad una pizza cotta a legna, occorre avere un forno che raggiunga temperature elevate (dai 300 ai 400 gradi) cosa che, con i forni domestici, non è possibile ottenere. Si può però optare per una pietra refrattaria, reperibile in qualsiasi negozio che vende elettrodomestici e casalinghi (all’euronics lho trovata), da introdurre nella parte più alta del forno prima dell’accensione e far in modo che la pietra si scaldi di pari passo con il forno. Dopo circa 40 min di riscaldamento, la pietra è pronta per cuocere la pizza. Essa permette una diffusione uniforme del calore accumulato e garantirà una cottura rapida e perfetta. Appena inserita la pizza sulla pietra accendere il grill, e nel giro di 5-6 min si otterrà una bella pizza. In alternativa potete acquistare i fornetti elettrici con pietra refrattaria integrata (io ho il Ferrari G3 e mi trovo divinamente). E’ molto più pratico della semplice pietra, e permette di ottenere temperature più elevate dei normali forni (sicuramente non arriverà a 400 gr ma forse a 300 si).

Di seguito posterò alcune foto della cottura e del relativo risultato. 

(pizza in cottura su fornetto elettrico)
(pizza margherita)
(pizza bianca ai 4 formaggi)
(particolare interno del bordo)
che ve ne pare? vi ho fatto venire voglia di pizza?? Se avete dei dubbi, delle curiosità o consigli da chiedere non esitate a contattarmi in privato, sarò lieta di rispondervi :))!
Se invece volete assaggiare la mia pizza….io sono disponibile a prepararla per voi :DDD

p.s.: che ve ne pare della nuova grafica del blog??? è ancora in fase di sistemazione, ma meglio del macabro nero con cui era scritto il titolo, è di sicuro :DDD


Cresciole di polenta salate :)

Domenica. Avevo un pranzo tra amici e il mio “coinquilino” progettava un pranzo solitario degno di un re. Mi aveva accennato ad una polenta ma non ho indagato oltre. Sapevo che qualcosa bolliva in pentola. E infatti alle 13 mi arriva un mms sul cellulare con la foto di un piatto abnorme di polenta con salsiccia! Voleva farmi languire un po nonostante la polenta non sia il mio piatto preferito. Ed effettivamente, almeno nella foto, quel piatto era davvero invitante :))!
Tornata a casa trovo un piatto di polenta avanzata ma non condita. E da li sono partiti i ragionamenti su come riciclarla. La polenta è uno dei piatti più versatili che io conosca, si presta a mille rivisitazioni, manipolazioni e ricicli senza che il gusto ci rimetta.
A casa mia la ricetta del riciclo per eccellenza della polenta è da sempre le cresciole di polenta, che si ottengono aggiungendo farina bianca alla polenta avanzata, lavorando l’impasto fino a che non prende forma, dividendo l’impasto in palline da stendere come fossero piadine spesse e friggere in olio ben caldo. Da gustare con abbondante zucchero semolato.
Ma non mi andava! Non vado matta per le cose troppo grasse, soprattutto i fritti (non li disdegno è ma preferisco rilegarli al carnevale)..cosi penso ad altro.Volevo qualcosa di salato e mi si accende la lampadina. E se invece di friggere le cresciole le facessi alla piastra come fosse una piadina? Cerco su internet per vedere se qualcuno aveva già fatto l’esperimento e mi imbatto in questo bellissimo post che mi conferma che la mia non era poi un’idea cosi malsana. Cosi procedo….

Ingredienti:
polenta avanzata ma non condita;
farina 00 (q.b.)

Procedimento:
Aggiungere gradualmente farina alla polenta e lavorare su una spianatoia fino a che non si ottiene un composto liscio ed elastico. Tagliare l’impasto in panetti, spolverarli di farina e stenderne uno alla volta come fossero piadine.
Cuocere su griglia o piastra (io piastra).

Condire a piacere. Io ho optato per prosciutto e per verdure cotte e stracchino :)))!!

Che ve ne pare? è una bella idea per non sprecare la polenta avanzata??Io che le ho mangiate vi dico che sono SQUISITE…buone veramente!!!

E con questa bella idea, partecipo al contest Una polvere d’oro che diventa polenta