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Danubio con una briciola di lievito – sospesa tra passato e futuro

Sospesa. Cosi mi sento ora. Sospesa tra ciò che è stato e ciò che sarà. In un presente preludio di novità e nostalgico del passato. Presente che conservo come fossero le ultime boccate d’ossigeno prima di andare in apnea, immersa in un mondo nuovo..completamente sconosciuto. Un pesce fuor d’acqua.

Ora che mi è concesso respirare, lo faccio a fondo. Penso e ripenso. Non mi fermo. Viaggio con la mente. Torno indietro ai ricordi più cari, ai momenti più duri, ai pianti più disperati.
Rivivo il mio primo giorno di lavoro. Ricordo. Osservo con occhi nuovi ciò che è stato. Poi penso al futuro. Lo immagino e mi spavento. Quindi mi fermo. Il futuro mi attende, mi tende la mano e io resisto. Tergiverso. Mi cullo di certezze che fino a ieri erano prigione.

In questa terra di mezzo tra il prima e il dopo isso la mia bandiera. Per arrivare fin qui ho sudato tanto, lottato tanto, sconfitto mostri. E ora che ci sono, vacillo. Desisto. Faccio incetta di energie. Conservo lezioni di vita. Lascio un pezzettino del mio cuore in quella scrivania che è stato il mio primo nido, dove sono spuntate quelle “piume” chiamate insegnamenti.

Il momento di spiccare il volo è arrivato. Mi asciugo le lacrime e riprendo il cammino verso nuovi orizzonti, portando con me sorrisi ed abbracci, esperienze, emozioni e la grinta che è da sempre il mio cavallo di battaglia nella vita.

E mentre scrivo mi accorgo che il domani è già divenuto oggi, che la nuova avventura è già iniziata in questo limbo tra ieri e domani. Si chiama presente e ha il sapore forte della vita!!

Anche questo Danubio faceva parte del buffet per il compleanno del nipotino. La ricetta è quella di Tery di Peperoni e Patate ma l’ho riadattata ai miei tempi, prolungando la lievitazione (e ovviamente abbassando il lievito) e aumentando le quantità di liquidi (che a mio avviso erano davvero pochi nella ricetta originale).

Ingredienti:
Per l’impasto
2 gr di lievito di birra;
500 gr di farina (300 manitoba, 300 farina 00);
300 – 350 ml di latte ( a seconda dell’assorbimento della farina);
3 tuorli e 1 uovo intero;
1 cucchiaino di miele;
130 gr di burro;
20 gr di zucchero;
10 gr di sale.

Per il ripieno
200 gr di provolone dolce;
200 gr di prosciutto cotto in cubetti.

Procedimento:
Sciogliete il lievito nel latte tiepido insieme al cucchiaino di miele. Una volta sciolto aggiungete la farina e iniziate ad impastare. Unite l’uovo intero e due tuorli (il terzo tenetelo da parte), lo zucchero ed impastate fino ad assorbimento. 
A questo punto aggiungete l’ultmo tuorlo rimasto con il sale e fate assimilare completamente all’impasto.
Quando le uova saranno completamente amalgamate unite il burro un po per volta, Non aggiungete nuovi pezzi finchè quelli precedentemente inseriti non saranno stati assorbiti dall’impasto.
Continuate ad impastare fino a che l’impasto non si sia incordato (cioè deve diventare lucido, elastico e pulire la ciotola).
Per verificare se siete giunti ad incordatura potete fare la prova del velo: prelevate un pezzetto di impasto, allargatelo con le dita come a volerlo stendere fino a vederne la trasprarenza. Se non si rompe in questa operazione vuol dire che l’impasto è incordato. Viceversa dovrete continuare ad impastare fino a che la prova velo non sarà superata.
Quando l’impasto sarà incordato mettete a lievitare in una ciotola fino al raddoppio (ci vorranno 8-10 ore. Per questo ho impastato di sera e lasciato lievitare tutta la notte).
Trascorso il tempo necessario sgonfiate l’impasto e formate un salsicciotto (come quando fate gli gnocchi ma più grande).
Da questo ricavatene tanti pezzetti da circa 30 grammi l’uno…schiacciateli e formate dei dischi dove aggiungerete la farcitura e richiuderete a palla. 
Nel sigillare cercate di stendere la superficie della pasta in modo da non formare grinze e avere un effetto liscio.
Formate tutte le palline, e disponetele su due teglie diam. 21 (o una più grande) coperte da carta forno posizionandole molto vicine l’un l’altra ma non attaccate (per lasciare spazio alla lievitazione). 
Coprite le teglie con pellicola e lasciate lievitare fino al raddoppio.
Spennellate con del latte o del tuorlo sbattuto (stavolta ho fatto con tuorlo ma preferisco di gran lunga il latte) e infine cuocete in forno caldo a 220° per 15 minuti.
Per il procedimento a mano andate da Tery.


Panini semidolci da buffet

Quando si decide di aprire un blog, qualsiasi sia il tema principale che si vuole affrontare (food, moda, travel, etc..) è importante scegliere anche come questi temi andranno raccontati..
Per moltissimo tempo il mio blog è stato una sorta di diario personale, dove ogni ricetta ha fatto da cornice a quel po’ di me che via via ho voluto raccontarvi….
Quando mi sono resa conto che il mio pubblico stava crescendo, contando anche gente che va oltre la cerchia di amicizie più intime, una sorta di imbarazzo/pudore mi ha assalita…e frenata!

Ammetto di aver anche pensato di cambiare blog, di aprirne uno tutto mio…dove avrei potuto raccontarmi in incognito…. Alla fine mi sono limitata per un po rinunciare a questa sorta di “diario personale” a vantaggio di una forma più impersonale di blog…Cosi ho omesso di raccontare emozioni fortissime quali quelle legate al matrimonio, al viaggio di nozze, nonchè le preoccupazioni che hanno caratterizzato alcuni mesi della mia vita….insomma ho smesso di raccontare di me!!

Ma cosi il mio blog, da diario personale, è diventato un semplice raccoglitore virtuale di ricette..come ce ne sono tanti in rete! 
Quello che però mi ha davvero convinta ad essere me stessa anche nel blog sono state le parole della mia amica Vaty…che non ricordo dove ha spiegato che parlare di se aiuta ad esorcizzare le paure..ed è terapeutico!!
Insomma ho capito che il mio blog aveva, proprio in quel pizzico di me che via via amavo condividere con voi, quel quid in più che lo distingueva dalla restante blogsfera….tutto questo per dire che tornerò a raccontare di me, quando mi va..senza problemi o paranoie!! Chi non vorrà leggermi sarà libero di non farlo :D!

Questi paninetti li ho preparati in occasione del compleanno del mio nipotino duenne!! Mia sorella mi ha chiesto una mano e io mi sono divertita a mettere le mani in pasta. 
La ricetta è quella che ci hanno fornito Paoletta ed Adriano in occasione del loro primo giro di corsi sulla panificazione, nel lontano 2010, già presente nel blog di Adriano in questo post!! Sono passati tanti anni da quel corso, ma l’emozione di impastare sotto l’occhio vigile di due mostri della panificazione come loro, è ancora viva nella mia memoria!! Mi piacerebbe moltissimo poter frequentare un nuovo corso loro, magari al fianco del marito che si sta appassionando sempre più di cucina (ormai è diventato il suo regno più che il mio)….speriamo di riuscirci prima o poi!!

Copio integralmente dalla ricetta originale, segnalando in rosso le mie minuscole variazioni, per adattarle ai miei gusti:

Sono i tipici panini da buffet, da farcire con il salato ma anche con il dolce.
Si tengono morbidi per un paio di giorni, chiusi in contenitori ermetici.
Ingredienti:
1kg farina W250 (in alternativa farina 0 per pizza 12% proteine min. , con buon assorbimento )
500gr latte intero (io parzialmente scremato solo perchè ho dimenticato di comprare quello intero)
160gr uova intere (ca. 3)
100gr burro (io 130 gr per sopperire all’assenza di strutto..anche questo dimenticato di acquistare)
30gr strutto (omesso)
80gr zucchero (sceso drasticamente a 20 gr perchè volevo eliminare quella forte componente dolce che li caratterizza ma che a me non fa impazzire…però se a voi piace lasciate pure tutto lo zucchero indicato)
18gr sale
12gr lievito fresco
1 cucchiaino malto.

Procedimento:
Sciogliamo il lievito ed il malto nel latte intiepidito amalgamiamo 500gr di farina e lasciamo gonfiare (ca. 90’).
Uniamo una manciata di farina ed avviamo l’impastatrice, con il gancio a bassa velocità. Quando l’impasto si sarà asciugato, uniamo le uova una alla volta, accompagnate da un po’ di zucchero e qualche cucchiaiata di farina, evitando di smollare la massa. Con l’ultimo uovo aggiungiamo il sale.
Aumentiamo la velocità a 1,5 ed impastiamo fino ad incordare la massa, poi inseriamo il burro e, una volta reincordato, lo strutto.
Continuiamo ad impastare a velocità sostenuta, fino a che la massa non si presenterà elastica, semilucida e farà il velo.
Per impastarli a mano
facciamo la fontana con la farina, disponendo il sale e lo zucchero all’esterno, al centro mettiamo il preimpasto e le uova ed impastiamo fino ad ottenere una massa elastica. Chiudiamo il burro morbido al centro ed impastiamo battendo di continuo sulla spianatoia. Ripetiamo la stessa operazione con lo strutto ed impastiamo battendo, fino ad ottenere le caratteristiche prima descritte.


Copriamo e poniamo a 26° fino al raddoppio (io li ho lasciati nella ciotola della planetaria, coperta con pellicola e messi in forno spento e lucetta accesa…nel giro di tre orette circa sono raddoppiati).
Rovesciamo sulla spianatoia, sgonfiamo l’impasto appiattendolo con le mani e diamo le pieghe di tipo 1, copriamo a campana. Dopo 30’ porzioniamo a 15 – 20gr (io a 30 per avere dei paninetti un po più grandini..ma la prossima volta lascio la dimensione suggerita perchè sono più gustosi da mangiare in versione mignon) ed avvolgiamo a palla stretto.


Lasciamo lievitare a 28° fino al raddoppio, lucidiamo con albume battuto con pari quantità di latte (io dopo questa operazione ne ho decorati alcuni con semini di sesamo ed altri con semini di papavero e devo dire che mi sono piaciuti moltissimo sia esteticamente che nel gusto) ed inforniamo a 190° per ca. 12’


Di obiettivi, di vittorie e di focacce

“Diritto privato mezzo avvocato”…queste una delle frasi più gettonate nei corridoi di giurisprudenza…e quando sei appena una matricola il pensiero di perderti tra i quasi 3000 articoli del codice civile, con numeri e frasi da ricordare e saper spiegare, ti assilla e ti turba non poco!! 
Quando riesci a superarlo, ti senti un genio…ma non immagini cosa ti aspetta di li a poco ..altri  codici, altri articoli e altre definizioni da studiare, comprendere e ricordare! 
E cosi arriva diritto penale e i suoi reati, diritto commerciale e i suoi 3 volumi da spulciare….
Ma il vero, temibile e terribile scoglio è l’innominabile DIRITTO PROCESSUALE CIVILE! 
Ora capisco perchè l’hanno messo alla fine…si presume che se hai resistito fin li, ti sei fatto le ossa per affrontare l’ultimo vero mostro che ti separa dalla laurea, da quel titolo tanto sudato ed ambito!!
Con molti meno articoli del codice civile, è notevolmente più temibile di diritto privato, commerciale e costituzionale messi insieme…è l’apoteosi delle scienze giuridiche. Per me entra a pieno titolo tra le materie che ti portano alla deriva mentale!! E io ci sono quasi arrivata…
Ma sarà stata la coccinella che mi ha portato fortuna (ma lo sapete che mi hanno chiesto proprio il 615???), la devozione con cui mi ci sono dedicata, la grinta e la voglia di finire di cui vi parlavo nel post scorso, fatto sta che quello scoglio, da giovedi, è per me solo un ricordo.

Con 40 esami all’attivo, posso senza dubbio affermare che questo è quello che mi ha provocato più stress ed ansia, ma al contempo anche più emozioni  e soddisfazione.
Tante le dimostrazioni di stima che ne sono susseguite..davvero davvero tante!!Alcune di voi, carissime, sono state in ansia con me, mi hanno supportato, incoraggiato, aiutato a capire (vero dolcissima Vaty?)…e mi hanno lasciato messaggi per sapere…non vi ringrazierò mai abbastanza!!!

Tra queste dimostrazioni ce n’è una però che mi ha toccato profondamente: una persona per me speciale, un avvocato,  un maestro, un secondo padre praticamente, che ha fatto nascere in me la passione per il diritto, che ha creduto in me anche quando nessuno ci credeva (nemmeno io), quando ero una semplice (nel senso genuino del termine) impiegata con qualche ambizione e mille paure…  
Ecco, proprio lui un domani, mi vorrebbe a lavorare da lui, nonostante la mia età, la mia inesperienza e le mie assolute insicurezze!!!
Non so se questo sogno si avvererà mai, ma già sapere che ha pensato a me per riempire una delle stanze del suo studio, a me fa sognare e sperare!! Il sapore della vittoria ha un gusto nuovo e migliore ora!!

Il mio primo vero obiettivo del 2013 è stato raggiunto!!

Mentre mi godo questo momento magico guardo già al prossimo obbiettivo con una grinta e una voglia di fare come non ricordavo da tanto!!

VOLERE E’ POTERE….bisogna tenerlo sempre a mente||


La ricetta è del mitico Bonci…una garanzia in fatto di pizza.

Ingredienti: 
1 kg di farina (500 gr manitoba, 500 farina 00′)
700 gr di acqua
2 cucchiai di olio
7 gr di lievito secco
15-18 gr di sale
Per il  ripieno:
spinaci teneri e freschissimi;
mortadella o affettati di vostro gradimento
Procedimento:
la sera precedente a quando volte gustarla, ore 19

In una ciotola inserire la farina e il lievito secco, aggiungete man mano l’acqua, mescolando con una forchetta senza curarvi che l’impasto è molle, appiccicoso e non ha ancora assorbito la farina.. aggiungere poi il sale  (attenzione, aggiungere il sale solo a questo punto, evitando cosi di farlo entrare in contatto con il lievito) continuando ad amalgamare a seguire l’olio…formare una palla (anche se non liscia e non completamente e ben legata). Chiudere la ciotola (anche con pellicola) e porre nel ripiano più basso del frigo, dove vanno le verdure.

Il giorno successivo
Intorno alle 19 di sera, dividere l’impasto in due parti (Bonci suggerisce 300 gr di impasto per teglia ma io ho diviso in 2 per comodità)…stenderle delicatamente con le mani (assolutamente vietato stenderla con il mattarello).
In una teglia unta con un po d’olio, riponete il primo strato di focaccia, a seguire gli spinaci crudi, un po di sale e infine l’altro strato di focaccia, sigillando i bordi facendovi un po di pressione.
Per maggiori dettagli vi rimando a questo fantastico video che è esplicativo di tutto.
Il risultato è simile ad un guanciale :))!!
Spargete un filo d’olio sulla superficie e cuocete in forno ben caldo a 240 gradi 10 min circa in basso (regolatevi voi quando ha preso colore) e altri 10 circa sopra.

Farcitela con affettati misti come preferite!!


Ciambelle di mosto marchigiane

Questo post è rimasto latente tra le bozze per più di un mese perchè volevo provare a rifare la ricetta aggiungendo anche il lievito di birra fresco per dare all’impasto maggiore sofficità. Il tempo però passa e io ne ho sempre meno da dedicare alla cucina (sto entrando nel periodo nero degli esami). Quindi ho deciso di pubblicarlo prima che vada “fuori stagione”!
In autunno appena iniziato (e quindi non ora perchè siamo in autunno inoltrato), subito dopo la vendemmia, è tempo di mosto. Il mosto, per chi non lo sapesse, non è altro che il succo che si ricava dall’uva appena raccolta e pigiata. Dalle mie parti questo viene utilizzato per realizzare diversi dolci tipici, e tra questi anche le ciambelle di mosto. Sono fantastiche…pensate che per un anno intero (anche in estate) ci ho fatto colazione!!Sono uno di quei dolci che mi ricordano l’infanzia, fatta di pomeriggi passati a guardare i miei cartoni preferiti, a saltare sul divano, a giocare a barbie e ovviamente a mangiare tonnellate di ciambelle con la nutella…che ricordi :))!


Ingredienti:
250 gr di farina manitoba;
250 gr di farina 00;
100 gr di pasta madre rinfrescata (+ 7-8 grammi di lievito fresco. questa volta non l’ho messo ma per garantire maggiore sofficità credo ci vada);
170 gr di mosto (la prossima volta alzerei la dose a 250 gr);
120 gr di zucchero;
90 gr di olio evo (che sostituire con 90 gr di olio di semi(;
semini di anice freschi;
un  goccino di latte.

Procedimento:
fate bollire il mosto per qualche minuto cosi da bloccare la fermentazione. Una volta spento il fornello, togliere la schiuma che si è prodotta e far raffreddare. Quando il mosto sarà a temperatura ambiente (o tiepido appena) farci sciogliere dentro la pasta madre, aggiungete man mano metà della farina, a seguire lo zucchero, altra farina e infine l’olio. Se l’impasto risulta troppo asciutto aggiungete un goccino di latte. Quando l’impasto risulterà liscio ed omogeneo (deve incordare) aggiungete i semini di anice e ponete l’impasto a lievitare in forno spento a lucetta accesa per ben 18 ore (ma la prossima volta aumenterei ancora il tempo di lievitazione per garantire maggiore sofficità e leggerezza) o cmq finchè l’impasto non avrà triplicato.
A questo punto dividete l’impasto in tanti cordoni, come quando si fanno gli gnocchi e procedete alla formatura (ogni ciambella deve pesare almeno 150 gr).
Lasciare raddoppiare di volume e infine cuocete a 170 gr, ventilato per una ventina di minuti (ma regolatevi con il vostro forno). Le ciambelle sono pronte quando fuori hanno raggiunto una certa coloritura (come in foto).

A casa mia siamo soliti mangiarle con un bel strato di Nutella (io cioccolato equo e solidare coop che ha un sapore quasi identico all’originale, ma è molto più salutare visto che non ha tante porcherie)

 Divinaaaaaaaaaaaa…….vi è venuta l’acquolina in bocca????


Ciambellone ricotta e nutella!

Buongiorno e buon inizio settimana a tutti!! passato un bel w.e.? io posso affermare di aver passato l’intero w.e. a mangiare..mamamiaa…che abbuffate!! Però che bello…buon cibo e ottima compagnia…che si vuole di più dalla vita? NIENTEE..sono per questi momenti che vale la pena vivere…
Da oggi si ricomincia seriamente a studiare (in realtà ho cominciato già da un paio di settimane ma da domani si ritorna a ritmi seri!!speriamo di riuscire a concentrarci.
Questo ciambellone nasce dalla necessità di utilizzare dell’ottima ricotta acquistata da un pastore ai piedi del gran sasso!! E ne è uscito questo..che ve ne pare??

Ingredienti:
4 uova (ma anche 3 sono più che sufficienti)
200 gr di farina;
100 gr di zucchero;
200 gr di ricotta;
1 bustina di lievito per dolci;
1 goccino di anice;
buccia grattugiata di 1/2 limone;
nutella;
zucchero a velo.

Procedimento:
Accendete il forno a 180 gradi. Montate le uova con lo zucchero finchè non otterrete un composto spumoso. Aggiungete la ricotta, la farina , la bustina di lievito e l’anice. grattugiate infine la buccia del limone (attenzione a non inserire la parte bianca del limone. che è amara).
Imburrate e infarinate lo stampo che utilizzerete (io uno stampo a ciambella da 26 cm) e inserite il composto. Ora aggiungere cucchiaiate di nutella e mescolatela leggermente con il composto con uno stecchino (per ottenere l’effetto marmorizzato).

 Infornate per circa 30 minuti ma fate sempre la prova stecchino (se infilando lo stecchino questo esce asciutto, il ciambellone è pronto. Lasciate intiepidire e sformate, impiattate e cospargete di zucchero a velo.


Piadina light o quasi!!

Reduce da una domenica in campagna con un gruppo di amici “speciali”, che hanno reso la giornata davvero bella, devo ancora riprendermi dalle fatiche, anche se lo rifarei altre 1000 volte!! stare tutti insieme, giocare a bombe d’acqua come forse non facevo da almeno 15 anni (ma facciamo pure di più), mangiare, anzi strafogarsi, chiacchierare, chiacchierare e ancora chiacchierare, ma soprattutto ridere e divertirsi è davvero entusiasmante. Sono per giornate come queste che vale la pena sbattersi per organizzare tutto, per rimettere tutto apposto dopo, spendere qualche soldino!! Si perchè veramente gli amici, quelli veri e sinceri, hanno la possibilità di farti dimenticare i pesi della vita quotidiana, spazzare via la monotonia e metterci al suo posto un sorriso che va da parte a parte del viso :)! Peccato che ancora non ho le foto di quella giornata, sennò vi avrei mostrato qualche scatto che rende sicuramente meglio l’idea di cosa sto parlando…se riesco però ve le pubblicherò :)!
Oggi vi lascio con questo esperimento ben riuscito..la piadina leggera. Non so se lo sapevate, ma io ho il pallino degli alimenti gustosi con pochi grassi. Questo non significa che io stia perennemente a dieta, anzi come raccontavo qualche post fa, le diete non fanno proprio per me. Ma in qualità di food blogger, mi stimola da morire la ricerca di alimenti sani e leggeri, che abbiano però quel sapore unico, che rende gustoso anche un piatto light!Dico sempre che se un piatto è ricco di grassi e di condimenti, è quasi scontato che sia gustoso..la sfida vera è invece riuscire ad elaborare piatti light, altrettanto invitanti ed appetibili di quelli calorici!! E questa piadina nasce proprio dall’aver accettato questa sfida…giudicate voi il risultato!!

Ingredienti (per 3-4 piadine):
250 gr di farina;
125 gr di acqua;
1 punta di cucchiaino di bicarbonato;
25 gr di olio extravergine di oliva;
1 cucchiaino di sale.

Procedimento:
amalgamate insieme tutti gli ingredienti finché non ottenete una palla liscia ed elastica. lasciatela riposare una mezz’oretta coperta da pellicola. Dividere in palline e stenderle sottilmente, spolverando il piano di farina per evitare che si buchi.
Cuocetele su di una piastra o una padella antiaderente, senza farle seccare troppo. Devono rimanere morbide.

Ora farcitele a piacere e buon appetito :D!!
p.s.: le foto sono terrificanti, ma l’ho provata svariati mesi fa e ancora non curavo troppo l’aspetto estetico delle mie preparazioni (non che adesso abbia fatto passi da gigante, ma mi sembrano più presentabili le foto attuali) :D!


Colomba..anzi La Colomba!!

Si, Pasqua è appena passata…ma io ho ancora qualcosa da mostrarvi! dopo la pizza al formaggio, ho sperimentato un altro super lievitato pasquale, che sta impazzando in tutti i foodblog….mi sono, anzi ci siamo cimentate nella preparazione della colombaaaa :)))!! E cosi come è già accaduto con un altro grande lievitato, il panettone, anche stavolta l’idea è stata quella di realizzare la colomba insieme a Tery, per poter un po esorcizzare i tanti (troppi) km che ci dividono…e come l’altra volta è stato divertente mettere a confronto le ns. preparazioni, che fanno capo ad un’unica ricetta, infallibile, quella del Maestro dei lievitati Adriano!!! La ricetta è una garanzia…venite a scoprire quali sono state le mie difficoltà ed impressioni, poi andate da lei e vedete come le è andata :DD!

Ingredienti 1° impasto (sera):
110gr lievito madre maturo, rinfrescato 3 volte con la stessa farina prevista dalla ricetta
355gr farina 00 W 380 – 400
100gr zucchero semolato
90gr burro (possibilmente di tipo bavarese)
1 uovo (medio)
3 tuorli
145gr acqua


Preparazione:
Montiamo la foglia, spezzettiamo il LM nell’acqua (26°) dove avremo messo un cucchiaio dello zucchero previsto, avviamo la macchina fino ad idratarlo.


Uniamo l’uovo e tanta farina quanta ne occorre per formare l’impasto; uniamo in sequenza un tuorlo e una spolverata di zucchero, seguiti a breve da una spolverata di farina, facendo in modo da esaurire i tre ingredienti contemporaneamente e facendo riprendere corda all’impasto prima del successivo inserimento.


Aggiungiamo il burro non troppo morbido, in tre volte, a metà inserimento ribaltiamo l’impasto.


Montiamo il gancio ed impastiamo a vel. 1,5, fino a che la massa non si presenterà liscia e semilucida.


Copriamo la ciotola con pellicola e trasferiamo in forno, con la sola lucetta accesa, per tutta la notte (ca. 12 ore). L’impasto dovrà triplicare.


Prepariamo un’ emulsione con:

30gr burro – 15gr miele (poss. arancia o acacia) – 30gr cioccolato bianco – zeste grattugiate di 1 arancia e 1 mandarino – semini di 1 bacca di vaniglia (o 1 cucchiaino di estratto) – tre cucchiai di liquore amaretto.

Sciogliere il burro ed il miele con gli aromi. Fuori dal fuoco aggiungere il cioccolato grattugiato e mescolare con una frusta fino a scioglimento completo, aggiungere il liquore.


Prepariamo la glassa con:

125gr farina di mandorle – 220gr zucchero – 120gr albumi – 25gr amido di riso (o fecola di patate) – poche gocce di estratto di mandorla amara.
Mescoliamo il tutto senza montare e riponiamo in frigo.

Ingredienti 2° impasto (mattino)

L’impasto precedente
165gr farina 00 W 380 – 400
115gr burro
120gr zucchero semolato
1 uovo (medio)
5 tuorli
30gr acqua
4gr sale
220gr arancia candita cubettata (io nel complesso ho messo le zeste di 2 arance)

Preparazione:

Montiamo il gancio e serriamo l’incordatura del primo impasto, con qualche giro di macchina; uniamo l’acqua con un cucchiaio abbondante di zucchero e facciamo andare a vel. 1,5 per qualche istante. Uniamo uno spolvero di farina e riportiamo in corda.Aggiungiamo l’uovo con una manciata di farina e lasciamo legare.

Ora vanno aggiunti i tuorli, uno alla volta, seguiti da una parte di zucchero ed una di farina, curando che l’impasto riprenda elasticità, prima del successivo inserimento. I tre ingredienti dovranno esaurirsi contemporaneamente.

Con l’ultimo tuorlo, aggiungiamo anche il sale.
Uniamo il burro morbido (non in pomata), in tre volte, facendo attenzione a non perdere l’incordatura acquisita e ribaltando di tanto in tanto l’impasto nella ciotola.(e qui ho avuto seri problemini. Non riuscivo assolutamente ad incordare, l’impasto era super molle…ho dovuto aggiungere parecchia farina..ed ho dedotto che la farina manitoba del supermercato che ho usato io non ha abbastanza assorbimento…la prossima volta tenterò con un’altra marca)
Mescoliamo l’emulsione con una frusta, fino a renderla cremosa ed inseriamola poco alla volta alla massa.
Esauriti gli ingredienti, facciamo andare a velocità sostenuta (2), fino ad ottenere il “velo”.
Uniamo i canditi, (omessi per mancanza di tempo nel prepararli) leggermente riscaldati al microonde, impastando a bassa velocità giusto il tempo di distribuirli uniformemente.
Lasciamo riposare 30’, poi spezziamo ed arrotondiamo (pirlatura).

Copriamo a campana e lasciamo riposare ancora 30’.
Spezziamo in due ogni porzione e formiamo la prima parte che comporrà le ali.
Formiamo anche la seconda e sistemiamola a croce sulla prima.Copriamo con pellicola e poniamo a 28 – 30° fino a che l’impasto non sarà arrivato ad un dito dal bordo (io le ho lasciate lievitare a forno spento perchè dovevo uscire e poi andare a lavoro, sono tornata a casa alle 19 e ancora non avevano raggiunto la lievitazione, nel giro di 1h però, con lucetta accesa del forno, era prontissima.
Negli ultimi 15’ scopriamo le colombe.


Mescoliamo con vigore la glassa, servendoci di una frusta e distribuiamola sulle colombe aiutandoci con una tasca da pasticceria ed un beccuccio piatto
Cospargiamo con zucchero in granella, qualche mandorla spellata e spolveriamo abbondantemente con dello zucchero a velo.

Inforniamo a 180° fino a cottura (prova stecchino o temp. al cuore 96°)

Capovolgiamo utilizzando degli spiedini o ferri da calza e lasciamo raffreddare.anche qui è stata una barzelletta. Non sono riuscita a trovare una giusta posizione per il raffreddamento a testa in giu, risultato, alcune le ho un po “lesionate”..però sono venute ottime comunque!!
Queste appena sfornate
e questo l’interno :)))!
Considerazioni personali: la lavorazione, come ho già scritto sopra, mi ha creato particolari problemi al momento dell’incordatura al secondo impasto, perchè dopo aver messo il burro la consistenza era semiliquida..ho, mio malgrado, dovuto aggiungere parecchia manitoba per riuscirci. Credo che il problema vero sia l’assorbimento della farina, che indubbiamente cambierò la prossima volta.
Inoltre, per mancanza di tempo nel produrli da me, ho omesso i canditi e secondo me ci stavano bene, come pure ci vedrei bene delle gocce di cioccolato per i più golosi. Altra cosa, aggiungerei parecchie più mandorle  nella glassa perchè ci stanno divinamente!!
Detto questo, PROVATELA :)! è sofficissima, il sapore equilibrato, e nemmeno tanto burrosa (con meno di un panetto di burro ne sono venute 2!!
Ahhhh…ultimissima cosa..gli stampi: io ho usato quelli da 22×30 che ho trovato in un supermercato, e questi equivalgono a stampi da 750 gr.
Vi lascio con il coniglietto che il mio amore mi ha regalato al posto dell’uovo, che carinoooo :)))!


Pizza al formaggio per augurarvi Buona Pasqua :))!!

eccomi qui..giusta giusta per augurarvi buona Pasqua!!! mi dispiaceva lasciarvi senza ricettina proprio per questa festività, cosi ho pensato di salutarvi con quella che qui nelle marche è la ricetta di Pasqua per eccellenza: la pizza al formaggio. In particolar modo nella mia città (Jesi) la pizza al formaggio è un must..difficile però attribuire la paternità a questa o quella regione..ognuno ha la sua versione.
La prima ricetta che ho sperimentato è quella della bravissima Martina, mia conterranea trapiantata a Bologna, che nel suo blog ha pubblicato la ricetta della Pizza di Jesi…non potevo esimermi dal testarla ed è stato un bene perchè mi ha permesso di prendere confidenza con questi impasti (l’ho sperimentata esattamente un anno fa) e ottenere un prodotto davvero buono.
Quest anno volevo ritentarla, però avevo voglia di farla con il mio amato lievito naturale (poverino..l’ho trascurato tantissimo in questo periodo, ma poi l’ho coccolato come un figlio e si è ripreso alla grande!!)..cosi ho chiesta alla carissima Paoletta e lei mi ha indicato la sua ricetta della pizza al formaggio con lievito naturale e non ho resistito….mi sono permessa di togliere il lievito di birra e devo dire che il risultato non mi ha deluso!

Ingredienti:
230 gr di lievito madre
175 gr di farina manitoba
175 gr di farina 0
120 gr di pecorino grattugiato
120 gr. di parmigiano grattugiato
80 gr di pecorino a pezzetti o provolone piccante (io molto di più..almeno 150 gr tra emmental e pecorino)
50 gr di strutto (io tre cucchiai)
5 cucchiai di olio extra vergine di oliva
1 cucchiaino colmo di sale
1 cucchiaino di pepe (abbondante)
1 cucchiaino di zucchero
5 uova
100 gr di acqua
8 gr di lievito di birra fresco (omesso
Procedimento:
Prendere 230 gr di lievito madre (rinfrescato due volte) e scioglierlo a pezzetti in 100 gr di acqua con lo zucchero e il lievito di birra.
Aggiungere poca farina e impastare. Unire il primo uovo, far assorbire e aggiungere ancora farina.
Continuare alternando uova e farina fino ad esaurimento, lasciando però un paio di cucchiai di farina per lo spolvero finale.
Aggiungere pian piano i formaggi grattugiati, unire il sale e il pepe. Il composto sarà morbido, ma si dovrà cercare di incordare il più possibile, con la planetaria usando la foglia, a mano mescolando l’impasto in ciotola fino a che questo sarà bello lucido ed elastico. E io qui ho avuto il mio bel da fare..alla fine ce l’ho fatta, aggiungendo anche 2-3 cucchiai di farina perchè l’impasto era davvero molle)
Unire l’olio a filo, spolverare con la farina rimasta, far assorbire e aggiungere lo strutto poco alla volta, facendolo assorbire molto bene.
Impastare ancora molto bene, sempre con la foglia, fino a che l’impasto sarà bello incordato, è pronto quando, prendendolo in mano, questo si staccherà dalla ciotola in un solo pezzo.
A questo punto togliere la foglia, mettere il gancio e aggiungere il formaggio a pezzetti impastando ancora 7/8 minuti per incorporare quest’ultimo e completare l’incordatura.
Riprendere l’impasto, formare una palla e porlo in una ciotola a temperatura ambiente per 30/40 minuti.
Dopodiché ungere uno stampo per pizze di Pasqua della capienza di circa 2,5 lt.(con queste dosi me ne sono venute 2, una piccolina che ho cotto in uno stampo da panettone da 500 gr e il restante su uno stampo uguale a quello che indica Paoletta)
Fare una piega del tipo 1, poi chiudere l’impasto a palla e porlo nello stampo lasciandolo lievitare fino a che raggiunge il bordo. (io ho impastato la sera dopocena e ho cotto la mattina)
Infornare a 200° / 210° per 20 minuti, poi abbassare la temperatura a 180° / 190° per altri 40 minuti. Per le temperature regolarsi secondo il proprio forno.
La torta sarà pronta quando, infilando un grosso stecchino al centro, questo uscirà asciutto e pulito, potrete controllare anche dopo 50 minuti.
note: per chi non ha il lievito madre, è possibile usare una biga preparata con 150 gr di farina mista tra manitoba e 0, 1,5 gr di lievito di birra fresco e 80 gr di acqua, e lasciarla fermentare per 16/18 ore circa.

Particolare interno
Purtroppo non ho potuto mostrare l’interno della pizza più grande visto che la devo portare ai suoceri domani, ma anche la piccolina rende bene l’idea :))!
Auguri a tutti :DD! 

Biscotti Natalizi!

Finalmenteeeeeeeeeeeee!!!!!!!! Un post che sa di Natale :)))!! Avevo proprio voglia di colorare di rosso anche il mio blog..In questo periodo è uno spettacolo navigare per la blogsfera..si vedono piatti bellissimi e colorati, rendono perfettamente il senso di casa, di calore, di famiglia :)))!!
E quindi mi sono fatta prendere anch’io dal clima natalizio ed eccomi qua con il primo post dedicato alla festa dell’anno per eccellenza (almeno per me)!!
Purtroppo quest’anno non potrò godermi il momento fino in fondo..ho esami all’università fino al 19 e questo rende la mia testa troppo occupata…però qui sul blog cercherò di pubblicare altro sul tema perchè mi piace tropppoooooooo :DD!
Con questo post vorrei anche approfittare per ringraziare pubblicamente due carissimi amici, che sabato, mi hanno fatto trascorrere una bella serata e mi hanno stupito con i loro bellissimi doni (tra cui i libri di Julia Child..che spettacolooooooooo!!!!!! Peccato sono integralmente in inglese..vorrà dire che saranno uno stimolo per risolvere il mio conflitto perenne con l’inglese)!! Grazie carissimi..:)))!!
Questi biscottini li ho copiati di sana pianta dalla mia maestra nonchè carissima amica Tery che li ha pubblicati nella sua rubrica per Iper. Sono perfetti cosi, l’unica mia modifica è stata nella glassatura, poichè li ho coperti di cioccolato nel fondo.

Ingredienti:
300 gr di farina 00;
1 uovo;
150 gr leggermente ammorbidito (io lho spezzettato a cubetti e ammorbidito un po a bagnomaria);
150 gr di zucchero;
1 pizzico di sale;
La scorza grattugiata di un limone o semi di bacca di vaniglia (io scorza di limone che con il cioccolato si sposava perfettamente)

Per la copertura del fondo al cioccolato:
100 gr di cioccolato fondente

Procedimento:
Impastare tutti gli ingredienti fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo. Avvolgere in un foglio di pellicola o in un sacchetto di plastica per alimenti e far riposare in frigorifero per mezz’ora (io 10 min in surgelatore perchè andavo di fretta).

Dopodichè stendere l’impasto in una sfoglia da mezzo centimetro di spessore e formare i biscottini con le forme che volete.
Tery suggerisce di forarli con uno stecchino da spiedino (che è più grande del semplice stuzzicadenti) per poterli poi appendere all’albero. Bell’idea no?? :DD
Cuocere in forno caldo a 180 gradi per 10 minuti. Appena tolti dal forno risulteranno ancora morbidi, ma raffreddando solidificheranno.

Sciogliere nel mentre il cioccolato a bagnomaria e, quando i biscotti si saranno raffreddati, procedere a passarli con il fondo sul cioccolato fuso e lasciarli asciugare su di un foglio di carta forno con la parte glassata rivolta verso l’alto (devono poggiare sulla parte non glassata).

Potete colorarli come più vi piace, con coloranti alimentari o con la glassa reale come indica Tery nel suo post :D! E buon divertimento :))



Pizza in teglia a lunga maturazione del Maestro

No, non è una semplice pizza! Questa è La Pizza! Certo, ce ne sono mille versioni, ma questa a mio avviso è la migliore tra quelle home made in teglia. A vederla cosi spessa, sembra un mattone, specie per chi come me ha seri problemi di digestione in fatto di lievitati. Ma mai come in questo caso l’apparenza inganna. E’ infatti digeribilissima (salvo mangiarne quantità industriali e star male per indigestione -.-!!!). E’ un burro, si scioglie letteralmente in bocca. E poi ha un marchio di qualità, quello del maestro, che è l’autore di questa fantastica ricetta :-)!
Penso che tutti voi conoscete il maestro Adriano, il re in fatto di panificazione (e non solo)!
Ho avuto il piacere di conoscere lui e Paoletta ad un loro corso qui nelle marche ed è stato davvero bello. Oltre ad aver appreso tante tecniche nuove ho avuto modo di conoscere belle persone, in primis loro due che sono umilissimi, disponibili e veramente preparati!
Inutile quindi dire che non mi azzarderei neanche lontanamente a modificare la sua ricetta.

Ingredienti:
800gr farina w 300 (in alternativa Manitoba del supermercato, senza tagli)
640 – 700gr acqua fresca di rubinetto (a seconda dell’assorbimento della farina) * a causa credo dell’assorbibilità della farina che ho usato – farina manitoba Spadoni – ho dovuto aumentare la dose della farina quindi suggerisco di non andare oltre i 600 gr di acqua se non usate farina professionale)
4gr lievito fresco
18gr sale
3 cucchiai olio evo (o 20gr strutto)
Ore 19:
Sciogliamo il lievito nell’acqua, uniamo ¾ della farina ed avviamo la macchina, con la foglia, a vel. 1. Quando l’impasto avrà l’aspetto di una crema, inseriamo il sale e poco dopo la restante farina, lasciamo andare per 4’.
Aumentiamo la velocità a 1,5 ed impastiamo fino ad ottenere l’incordatura, dopodichè aggiungiamo l’olio a filo.
Quando il tutto sarà amalgamato e ben legato, montiamo il gancio e riavviamo a vel. 1, 5, impastando fino a che non reincorda. Ribaltiamo l’impasto e lasciamo girare per 2 – 3’ o finchè non apparirà ben legato, liscio ed elastico.
Trasferiamo in un contenitore da frigo con coperchio e lasciamo a temp. ambiente per 30’, poi mettiamo in frigo, in una zona a 5 – 6°.
Verso le 16 ( di due gg. dopo) spostiamo il contenitore nello scomparto della frutta.
Alle 18 mettiamo a temp. ambiente, e dopo ca. 90’ spezziamo in due pezzi. Con il taglio in alto diamo una sola piegatura a tre, mettiamo la chiusura sotto e copriamo a campana.
Dopo 20’ stendiamo aiutandoci con farina di semola, facendo attenzione a non schiacciare la pasta e a distribuire i gas con la punta delle dita.
Trasferiamo in due teglie grandicelle unte e lasciamo lievitare a 26’ per 30’.
Condiamo con il pomodoro ed il sale ed inforniamo a 250° alla prima tacca in basso.(*io ne ho fatta una teglia rossa e una bianca)
Dopo 10’ distribuiamo la mozzarella ed un filo d’olio evo e rimettiamo nel forno, posizionando alla seconda tacca in alto, per altri 3’.
Guardate che alveolatura e poi ditemi se non vi vien e voglia di dare un morso al monitor :-)!!