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Liberi come farfalle :)!

Alla ricerca della libertà, dopo un periodo di vera e propria clausura tra lavoro e studio, siamo partiti alla volta dell’Abruzzo. Destinazione Santo Stefano di Sessanio (Aquila), mt.1200 circa s.l.m. Siamo partiti stanchi, stressatissimi, scoglionati…ma quando ci siamo visti davanti certi spettacoli naturali il nostro viso si è illuminato, un sorriso enorme ci ha segnato il volto.
Non racconterò molto a parole..lascerò che siano le immagini a parlare per me.

(cascata naturale alle grotte di Stiffe, uniche con un corso d’acqua all’interno che sfocia all’esterno)
(Rocca di Calascio, teatro di molti film tra cui Ladyhawke)
Per poterci togliere di dosso tutto lo stress, ci siamo concessi una bella escursione sulle cime del Corno Grande..all’andata siamo passati per questa enorme distesa di parchi dove animali lasciati liberi al pascolo davano al tutto un effetto pittoresco, quasi fiabesco!!
che bel primo piano!!
E questo è ciò che abbiamo visto in alto

Al ritorno non potevamo non fare acquisti…quella che vedete qui sotto è il “caseificio artigianale” dove ho comprato la ricotta che vedete sotto e che ho utilizzato per questo ciambellone. Il Pastore parlava un dialetto abruzzese strettissimo, ma è stato cosi gentile da farmi vedere il caciocavallo in preparazione (mi dispiace di non aver fatto foto ma in quel momento ho completamente dimenticato di essere una foodblogger e mi sono goduta ogni nanosecondo della mia visita)!!!
che dite sarà fresca questa ricotta??era DIVINAAA!
(scamorza freschissima)
Il borgo di Santo Stefano di Sessanio è bellissimo, fatto di piccoli vicoli, scorci bellissimi..
(ristorante “la Bettola di Geppetto”)
(quello che resta della torre medicea, simbolo di Santo Stefano di S, dopo il terremoto del 2009)
Al ritorno da questa mini vacanza siamo voluti passare a fare una visita all’Aquila..ovviamente non per fare del “turismo macabro” ma per poter toccare con mano, e vedere con i propri occhi quanta distruzione ha portato il sisma del 2009. Lo “spettacolo” che ci siamo trovati davanti ha provocato in noi emozioni contrastanti: da una parte rabbia e sconforto nel vedere il disastro e le macerie ancora li, simbolo di ferite ancora aperte di una città che si è saputa da subito rialzare in piedi; dall’altra commozione nel vedere quanta solidarietà noi italiani siamo in grado di dimostrare in queste circostanze.

Ultimissima tappa, lago di Campotosto

Abbiamo passato tre giorni magici..in cui tutto lo stress è stato cancellato…posti indimenticabili dove mi auguro di poter tornare presto, magari quando ci sarà un po di neve :))!!!

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